Giovanni Maiani
Insieme dal 1993 con le mie analisi, ricerche e studi propri. - Analisi tecnica, trading system e tanto altro. Un grafico vale più di 1000 parole.
lunedì 12 novembre 2018
giovedì 1 novembre 2018
mercoledì 31 ottobre 2018
mercoledì 17 ottobre 2018
mercoledì 15 agosto 2018
mercoledì 25 luglio 2018
Mxwo, Mxef & Dxy
Vi presento oggi il composit tra l’indice Msci Developed Markets (MXWO) e l’indice Msci Emerging Markets (MXEF) e la relativa correlazione a 24 mesi con il Dollar Index (DXY).
Ci sarebbe da scrivere un libro…
Cordialmente,
Giovanni Maiani
domenica 22 luglio 2018
giovedì 19 luglio 2018
martedì 17 luglio 2018
lunedì 9 luglio 2018
Il tempo è un’illusione necessaria e creata dall’Uomo.
Il tempo non esiste. E’ un’illusione necessaria e creata dall’Uomo. Sembra un controsenso.
Quando ci divertiamo diciamo che il tempo vola, quando siamo al lavoro spesso che non passa mai.
Già cosi è evidente che comprendiamo il tempo non come una misurazione scientifica e certa, ma come un’emozione o una sensazione che è ben diverso. Il tempo è soggettivo e non oggettivo.
Capita a tutti andare in auto in un certo luogo e ritornare alla stessa velocità e percorrendo la stessa strada con, all’incirca, lo stesso traffico. Vi sarà già capitato: il ritorno sembra spesso più veloce. Come mai?
Viviamo sempre il Presente e ci ricordiamo ovviamente quello che facciamo nel mentre.
L’accumulazione dei ricordi genera una cronologia alla quale il nostro cervello associa l’idea del tempo per spiegarla più facilmente. Spesso il nostro cervello ci inganna. Questo è probabilmente il passato; un luogo nei nostri ricordi.
Gli orologi offrono una misurazione e la cronologia dell’accumulazione dei ricordi che ci consente di organizzarli per poter recuperarli più facilmente, quindi creare delle analogie con gli altri e parlare con gli amici o parenti di certi eventi. Non è altro che l’ordinamento di quello che facciamo con una scala definita, ma forse artificiale. Inoltre, gli orologi sono gli strumenti che rendono possibile la gestione delle persone, delle masse, se non sarebbe impossibile lavorare visto che avremo tutti un “orario” diverso. Potremo fare partire al momento della nascita di un individuo un contattore delle cose fatte, dei ricordi, (chiamato orologio) che inizierebbe con il valore zero al quale verrebbe aggiunta un’unità a scadenza fissa. Ognuno di noi avrebbe un numero crescente che sarebbe efficiente per consentirci di ricordare e di ordinare le proprie azioni e quindi i ricordi. Per esempio al mio tempo 0 sono nato, al tempo 157680 ha preso la patente e mi sono sposato al tempo 289080. Questo sarebbe un modo efficiente per il singolo individuo, ma non per una comunità. Pertanto abbiamo gli orologi (un meccanismo, quasi una scala) che contano i secondi, di un tempo mondialmente riconosciuto e adottato, e che ci consentano di aver una cronologia condivisa delle nostre azioni che ci permette, per esempio, di fare in molti le stesse cose allo stesso momento, o per scelta a momenti diversi, vedi andare a cena o al lavoro. Ciò sarebbe impossibile da realizzare con un contattore personale delle proprie azioni, un orologio personale fatto partire alla nascita. Ci sarebbe un problema di comunicazione con la massa. Per tale motivo, per un problema di organizzazione civile e sociale, l’Uomo ha dovuto creare una scala chiamata tempo ispirandosi alla natura; vedi il movimento della Terra attorno al suo Sole (“suo” perché di “Soli” ce ne sono tanti) e cosi via. Con una misurazione riconosciuta da tutti, in questo caso il tempo, è più facile gestire gli individui.
Albert Einstein con la teoria della relatività speciale prima e le equazioni della relatività generale poi e quindi la meccanica quantistica non fanno altro che confermare che il tempo non c’è.
Alcuni Grandi della storia.
- Leonardo da Vinci, avanti anni luce sui suoi tempi, forse “proveniente da un altro Universo e non solo da un altro Pianeta”, e come leggiamo sulla Treccani “Ha personificato il genio rinascimentale che rivoluzionò sia le arti figurative sia la storia del pensiero e della scienza”.
- Jules Verne, scrittore francese (vive la France; dans 5 jours ce sera la fête nationale), con i suoi romanzi (L'isola misteriosa, Dalla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari,…) ha anticipato e ispirato molte invenzioni dei giorni nostri.
- Albert Einstein, nuovamente, probabilmente il più grande scienziato del 20° secolo, fisico teorico e non solo, a lui sono dovuti la teoria della relatività e l’effetto fotoelettrico per esempio, ma anche in questo caso l’elenco è infinito.
- Stephen Hawking, deceduto lo scorso 14 marzo, cosmologo, fisico, matematico, astrofisico,… (è sempre difficile parlare di queste persone), padre della termodinamica dei buchi neri e della teoria dello stato senza confini, e di molto altro ancora.
Ho appena elencato quattro personaggi, i primi che mi sono venuti in mente per vari motivi e tra quelli conosciuti a livello globale, che hanno fatto prova di un’elevazione intellettuale fuori dal normale e di una rara lungimiranza. Tutti hanno dimostrato di vedere oltre il Presente.
Queste persone, non sono le uniche, ma eccellevano generalmente in molte scienze e di certo non la mandavano a raccontare.
Inoltre hanno tutti una cosa in comune, oltre al fatto di non esserci più, purtroppo:
Nessun di loro è stato in grado di trovare un’equazione per individuare con precisione un evento futuro; l’esito di una lotteria o altro. Se non ci sono riusciti loro…
In effetti,
Probabilmente Leonardo da Vinci e Jules Verne sono stati ispirati da non so quale fonte e sono riusciti a vedere e ipotizzare delle cose in avanti sui propri tempi e quindi in qualche modo “future”.
Probabilmente Albert Einstein e Stephen Hawking, in quanto scienziati e fisici, avevano maggiormente i piedi per Terra (sembra una battuta perché parliamo di teoria delle relatività e di teoria dello stato senza confini), ma con i numeri sono riusciti ad andare oltre l’impensabile e proiettare l’umanità nel futuro.
Ma anche oggi.
- Un fondo comune non ha in pancia un unico strumento.
- Un portafoglio non è composto di un solo titolo e vengono generalmente utilizzate la teoria di Markowitz e una frontiera di efficienza per selezionare i pesi dei vari titoli.
- Un gestore non sceglie un unico asset sul quale investire il 100% della sua disponibilità.
- Nessun è in grado di prevedere il futuro. Non ci sono riusciti i geni come sopra e non ce la facciamo neanche noi oggi.
- Diversamente, un portafoglio conterrebbe unicamente un asset.
- Il concetto di rischio è legato al fatto che il futuro non si conosce, forse perché non c’è realmente.
Quindi diffidate di quelli che vi garantiscono degli utili futuri certi se non state per fare un cd o un pt per esempio; dove cd non sta per compact disc e pt non sta per piccola tartaruga…
Il fatto di non poter predire con precisione il futuro non dovrebbe essere dovuto a un problema di capacità intellettiva, ma legato all’esistenza o meno del futuro.
Con le conoscenze odierne possiamo farci almeno due interrogativi.
Prima di tutto esiste il futuro o c’è soltanto l’eterno Presente?
Nel caso esistesse il futuro, può mutare?
Quindi se ci troviamo in una condizione di eterno Presente potrebbe risultare problematico, pertanto impossibile, essere in grado un giorno di individuare con un calcolo matematico predittore certo (e non tirando a indovinare o limitandoci ad una mera stima) o banalmente conoscere i numeri che usciranno alla lotteria o il prezzo di un asset il giorno tale a tale ora… Se non c’è il futuro non si può proprio... Se esiste il futuro, invece, è probabilmente che un giorno (futuro) saremmo in grado trovare la formula matematica come sopra, o vedere il futuro in qualche modo, magari su un determinato canale televisivo (scherzo) o mentalmente con qualche sorta di telepatia, ma è lecito ipotizzare che, a quel punto, non ci sarà più utile sapere l’esito di una scommessa o il prezzo futuro di un asset. Non è impensabile. Infatti, se un giorno ci evolvessimo mentalmente (spesso scrivo di quando l’uomo scenderà finalmente dall’albero perché c’è ancora sopra, sul ramo più basso, ma è sempre sulla piantina…) il lavoro potrebbe essere inutile, anche il denaro sarebbe inutile, pertanto niente scommesse e niente investimenti. Il denaro in fondo non è indispensabile.
Faccia una parentesi: Noi siamo la specie più evoluta, ma non vi siete mai chiesti perché dobbiamo lavorare dalla mattina alla sera per il denaro? Non penso che gli uccellini ed i conigli in natura se la passino cosi male… Fidatevi, l’Uomo è ancora sull’albero e non è cosi evoluto. E’ schiavizzato e non se ne accorge perché troppo egoista. Una comunità, con un grande senso civico, non necessità del denaro. Ora ritorniamo al nostro discorso.
Se ci fosse il futuro e questo potesse cambiare, sarebbe probabilmente impossibile trovare la famosa formula matematica in quanto dovrebbe essere costantemente aggiornata. Sarebbe come non averla. Bisognerebbe poi capire e studiare i fenomeni in grado di modificare (o di non modificare) il futuro e non è detto che sia una cosa immediata. Inoltre, la vita sarebbe triste se si conoscesse il futuro, magari non i primi 10 o 20 anni, ma poi che senso avrebbe? Mancherebbe il sale nella vita, il fattore emotivo. Poi, pensate un attimo di conoscere la data della propria morte. Nel frattempo ci troviamo probabilmente come sopra in uno stato di eterno Presente.
Nel caso di un investimento, nel presente passo un ordine, poi vedo i prezzi muoversi e sono sempre io nel presente mentre si muovono anche perché mi sono mosso anch’io nel frattempo. A un certo momento chiudo l’operazione, ma non sono nel futuro, sono sempre nel presente. Pertanto, apro una posizione nel presente, seguo le oscillazioni di questa sempre nel presente anche se inizia l’accumulazione dei ricordi dell’apertura e la sensazione del tempo, poi chiudo la posizione sempre nel presente con i ricordi più vecchi dell’apertura e più recenti delle oscillazioni.
Il futuro non esiste, esiste solo un passato fatto dai ricordi e delle esperienze, e il presente; l’eterno Presente. Pertanto, siamo bloccati in un eterno Presente e possiamo viaggiare nel passato soltanto con i ricordi e nel futuro con l’immaginazione e la fantasia.
Stiamo parlando di esseri umani che vivono sulla Terra… Il tempo cambia se una persona è sulla Terra e l’altra su un’altra Pianeta e cambia ancora sul bordo di un buco nero per esempio.
Giriamo la frittata in qualsiasi modo e tutte le volte che vogliamo, ma da “bravo analista” penso che non riusciamo a vedere il futuro perché il tempo non esiste.
Per quanto mi riguarda, per ora, il futuro non c’è. C’è solo qua e adesso.
Il tempo come lo intendiamo noi comuni mortali non esiste in quanto è dipendente dal luogo (relazione tra osservatore e osservato) e dalla velocità (velocità reciproca degli attori) ed è quindi relativo. Il tempo è un’invenzione umana perché utile e semplifica le cose.
Nel dubbio, perché il dubbio rimane anche a me in quanto sono sempre in una fase di working progress, assicuratevi costantemente un buon Presente.
Concludo con una citazione:
Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro. (Sant’Agostino)
Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro. (Sant’Agostino)
Cordialmente,
Giovanni Maianilunedì 2 luglio 2018
Gli etf a leva.
Gli etf a leva sono adatti, principalmente, all’intraday.
Chi utilizza un Etf rialzista a leva 5x, ad esempio, ipotizza di guadagnare 5 volte la performance del sottostante in caso di rialzo e, allo stesso modo, intervenendo con un Etf ribassista a leva 5x, spera di guadagnare 5 volte la performance del sottostante in caso di ribasso; nulla di più sbagliato.
In effetti, ciò è dovuto principalmente a 3 motivi.
L’effetto compounding.
Tale effetto, derivato dal calcolo dell’interesse composto, può migliorare o peggiorare la performance di un etf a leva se la posizione viene mantenuta per più di un giorno.
3 esempi:
- Il sottostante effettua 4 rialzi di 5%, ma poi non avrà guadagnato il 20%, ma bensì il 21.55% in quanto il guadagno viene calcolata su un importo sempre maggiore. Allo stesso modo, l’etf a leva 5x non avrà guadagnato 5 volte il +21.55%, quindi il 107.75%, ma il 144%. L’etf ribassista ha fatto perdere -68.35%. Grafico di sinistra.
- Il sottostante effettua 4 ribassi di 5%, ma poi non avrà perso -20%, ma bensì il -18.55% in quanto la perdita viene calcolata su un importo sempre minore. Allo stesso modo, l’etf a leva ribassista -5x non avrà guadagnato 5 volte il 18.55%, quindi il +92.75%, ma il +144.14%. L’etf rialzista ha fatto perdere oltre -68%. Grafico centrale.
- Il sottostante effettua un rialzo del 5%, seguito da un calo di -5%, quindi un rialzo del +5% e poi un calo del -5%. Teoricamente il sottostante avrebbe avuto una variazione nulla, mentre ha perso -0.50%. L’etf rialzista 5x, per esempio, ha perso il -12.11%. Non male per una fase laterale. Grafico di destra.
3 esempi:
- Il sottostante effettua 4 rialzi di 5%, ma poi non avrà guadagnato il 20%, ma bensì il 21.55% in quanto il guadagno viene calcolata su un importo sempre maggiore. Allo stesso modo, l’etf a leva 5x non avrà guadagnato 5 volte il +21.55%, quindi il 107.75%, ma il 144%. L’etf ribassista ha fatto perdere -68.35%. Grafico di sinistra.
- Il sottostante effettua 4 ribassi di 5%, ma poi non avrà perso -20%, ma bensì il -18.55% in quanto la perdita viene calcolata su un importo sempre minore. Allo stesso modo, l’etf a leva ribassista -5x non avrà guadagnato 5 volte il 18.55%, quindi il +92.75%, ma il +144.14%. L’etf rialzista ha fatto perdere oltre -68%. Grafico centrale.
- Il sottostante effettua un rialzo del 5%, seguito da un calo di -5%, quindi un rialzo del +5% e poi un calo del -5%. Teoricamente il sottostante avrebbe avuto una variazione nulla, mentre ha perso -0.50%. L’etf rialzista 5x, per esempio, ha perso il -12.11%. Non male per una fase laterale. Grafico di destra.
Osserviamo immediatamente che l’effetto del tasso di interesse influenza pesantemente il risultato di un’operatività di lunga durata su un etf a leva.
L’effetto contango.
Un etf, per replicare il sottostante, utilizza generalmente i contratti future, gli swap e molti altri strumenti finanziari.
Nel caso di un etf sul crude oil, i contratti future utilizzati hanno delle scadenze mensili e devono dunque essere sostituiti molto spesso tramite il cosiddetto rolling dei future. Spesso, si arriva alla scadenza di un contratto con un prezzo di mercato più basso rispetto a quello del contratto con la scadenza successiva. In altre parole, ho n contratti future scadenza luglio 18 al prezzo attuale di 66.2$ (prezzo reale) che devo obbligatoriamente sostituire con n contratti future scadenza agosto 18, ma il quale prezzo di mercato è 74.2$ (prezzo reale). Pertanto, per mantenere la mia posizione devo vendere i miei vecchi contratti a 66.2$ ed acquistare quelli nuovi a 74.2$ con una perdita di 8 dollari a contratto. Tale perdita, dipendente anche dalle condizioni di mercato, costituisce l’effetto contango; dove accuso una perdita per rinnovare la mia posizione. Questa perdita non esiste nel prezzo spot del crude oil e questo contribuisce pesantemente alla decorrelazione della performance tra l’etf (peggiorata ulteriormente dall’effetto moltiplicatore) ed il sottostante.
I prezzi come sopra sono reali e, per fortuna, lo scarto non è sempre cosi ampio ed i rinnovi non sono obbligatoriamente mensili, ma è per rendere l’idea.
Costi giornalieri di gestione dell’etf
Il mantenimento di una posizione rialzista o ribassista deve prendere in considerazione dei costi giornalieri, di finanziamento nel primo caso o di investimento nel secondo, entrambi basati sul tasso overnight. Più i tassi sono elevati maggior sarà il contribuito al discostamento delle performance tra l’etf a leva ed il suo sottostante. Questi costi sono visibili sotto la voce TER; ossia il Total Expense Ratio. Ci sarebbero anche l’Ongoing Charge Figure (OCF) ed il Costo totale di possesso (TCO), ma oggi non scenderemo troppo nei tecnicismi.
Pertanto:
Per gli effetti compounding, contango e per i costi, è fortemente sconsigliabile il mantenimento di una posizione costituita da un etf a leva per più di 2 o 3 giorni, soprattutto se la leva è ribassista. Questi strumenti sono eventualmente adatti, se molto liquidi, al trading intraday.
Visto che non siamo qua per dare a mangiare al mio criceto (però è carino)… di seguito una statistica reale ed un caso altrettanto reale, aggiornati entrambi a 2 giorni fa, sull’indice azionario italiano Ftsemib con l’etf rialzista 2x LEVMIB IM e quello ribassista -2x XBRMIB IM.
Statistica aggiornata:
Nell’ultimo anno solare, l’indice Ftsemib ha guadagnato +1.61%, l’etf rialzista 2x ha perso -0.67% e l’etf ribassista -2x ha perso -17.12%.
Caso reale:
Il grafico mostra l’andamento normalizzato, ideale per un immediato confronto percentuale, degli ultimi 5 anni degli indici e etf come sopra.
Il grafico mostra l’andamento normalizzato, ideale per un immediato confronto percentuale, degli ultimi 5 anni degli indici e etf come sopra.
Durante l’ultimo quinquennio, l’indice azionario italiano ha guadagnato il +22.99%, l’etf rialzista +5.43% e l’etf ribassista ha perso -80.66%.
Da “bravo analista” (per chi non mi conoscesse ricordo che è il mio modo per non prendermi sul serio) penso che un etf a leva non sia lo strumento più adatto da inserire in un portafoglio, per essere gentili, e che l’utilizzo dovrebbe essere limitato all’intraday, se molto liquido, o al brevissimo periodo, 2/3 giorni al massimo. In ogni caso è uno strumento utile, ma non per tutti.
Da “bravo analista” (per chi non mi conoscesse ricordo che è il mio modo per non prendermi sul serio) penso che un etf a leva non sia lo strumento più adatto da inserire in un portafoglio, per essere gentili, e che l’utilizzo dovrebbe essere limitato all’intraday, se molto liquido, o al brevissimo periodo, 2/3 giorni al massimo. In ogni caso è uno strumento utile, ma non per tutti.
Cordialmente,
Giovanni Maiani
lunedì 25 giugno 2018
domenica 24 giugno 2018
giovedì 21 giugno 2018
I miei primi 20 anni... come socio Siat.
Quando l'AT ti cambia la vita.
L’analisi tecnica, in quanto metodologia interdisciplinare, è adatta a coloro che hanno voglia di studiare, sperimentare, creare e sviluppare.
Inoltre apre la mente al ragionamento.
Cordialmente,
Giovanni Maiani
Giovanni Maiani
mercoledì 13 giugno 2018
Podio triangolare…
Il mancato confronto con gli altri spesso distorce la visione d’insieme e, pertanto, la percezione della realtà ed il proprio posizionamento nell’Universo.
Più o meno come la Prima volta, con la “P” maiuscola.
In effetti, siamo tutti qua per imparare, provare, sbagliare, migliorare e riprovare; con riprovare periodico.
Pertanto in qualche modo ci vuole umiltà in quando siamo oltre 7 miliardi nel mondo e non è cosi impossibile trovare qualcuno che ne sappia di più in un argomento specifico, o due, o anche più di due...
In molti casi pensiamo di trovarci sul punto più elevato di un podio triangolare che consente un solo vincitore e tutti gli altri perdenti. Senza confronto è facile pensare di essere THE ONE.
Invece, il confronto con il resto del Mondo potrebbe risultare crudele.
Tutto è relativo.
Da “bravo analista” penso che il grande Albert non abbia sbagliato un colpo.
Cordialmente,
Giovanni Maiani
Giovanni Maiani
martedì 3 aprile 2018
Investire in modo responsabile.
Dopo i miei post del 15 e del 18 dicembre 2017, ritorno oggi sul "famigerato" Bitcoin.
Alla fine dello scorso anno, in concomitanza con il debutto dei relativi future sul Cboe prima e sul Cme dopo, mi sono sentito in dovere di mettere in guardia i “comuni mortali” sui rischi relativi al Bitcoin.
La conclusione del post telegrafico del giorno 15 era:
“AT a parte, sconsiglio di intervenire sul Bitcoin...”
La conclusione del ben più corposo ed articolato post del giorno 18 era:
“In conclusione possiamo affermare che, il Bitcoin, in quanto “strumento”, non può essere né buono né cattivo, ma è l’utilizzo e la rischiosità che ne derivano a caratterizzarlo. Tuttavia non è per tutti ed è difficile definirlo una valuta.”
Successivamente, la fortuna dei principianti ha voluto che il Bitcoin abbia realizzato l’attuale massimo storico proprio tale giorno. Magari la mia intuizione era fondata…
Nel mio piccolo, in modo obiettivo, avevo evidenziato 9 motivi per diffidare del Bitcoin, mentre avevo riportato nel paragrafo 10 alcuni avvertimenti (Warnings) di:
a) European Banking Authority (EBA),
b) Bankitalia,
c) Agenzia delle Entrate,
d) AMF (Autorité des marchés financiers) e ACPR (Autorité de contrôle prudentiel et de résolution).
La cosa "buffa" è che, il Bitcoin ha iniziato immediatamente ad indebolirsi andando a perdere fino il 70.15% del proprio valore in data 6 febbraio 2018; ossia in meno di due mesi. Il prezzo è quindi raddoppiato dal 6 al 20 febbraio, ma il Bitcoin perde tuttora il 62% circa del suo valore rispetto alle quotazioni del 18 dicembre 2017.
Alla fine dello scorso anno, in concomitanza con il debutto dei relativi future sul Cboe prima e sul Cme dopo, mi sono sentito in dovere di mettere in guardia i “comuni mortali” sui rischi relativi al Bitcoin.
La conclusione del post telegrafico del giorno 15 era:
“AT a parte, sconsiglio di intervenire sul Bitcoin...”
La conclusione del ben più corposo ed articolato post del giorno 18 era:
“In conclusione possiamo affermare che, il Bitcoin, in quanto “strumento”, non può essere né buono né cattivo, ma è l’utilizzo e la rischiosità che ne derivano a caratterizzarlo. Tuttavia non è per tutti ed è difficile definirlo una valuta.”
Successivamente, la fortuna dei principianti ha voluto che il Bitcoin abbia realizzato l’attuale massimo storico proprio tale giorno. Magari la mia intuizione era fondata…
Nel mio piccolo, in modo obiettivo, avevo evidenziato 9 motivi per diffidare del Bitcoin, mentre avevo riportato nel paragrafo 10 alcuni avvertimenti (Warnings) di:
a) European Banking Authority (EBA),
b) Bankitalia,
c) Agenzia delle Entrate,
d) AMF (Autorité des marchés financiers) e ACPR (Autorité de contrôle prudentiel et de résolution).
La cosa "buffa" è che, il Bitcoin ha iniziato immediatamente ad indebolirsi andando a perdere fino il 70.15% del proprio valore in data 6 febbraio 2018; ossia in meno di due mesi. Il prezzo è quindi raddoppiato dal 6 al 20 febbraio, ma il Bitcoin perde tuttora il 62% circa del suo valore rispetto alle quotazioni del 18 dicembre 2017.
Da “bravo analista” mi rivolgo come sempre ai non addetti ai lavori (gli altri non ne hanno bisogno):
- Il Bitcoin e simili vanno benissimo, ma non sono per tutti.
- Informatevi presso le Istituzioni come sopra, e non solo, che esistono per controllare e mettere in guardia: in una parole per aiutarci e proteggerci.
Investire in modo responsabile: la cultura è lo strumento più importante che abbiamo a disposizione.
Cordialmente,
Giovanni Maiani
- Il Bitcoin e simili vanno benissimo, ma non sono per tutti.
- Informatevi presso le Istituzioni come sopra, e non solo, che esistono per controllare e mettere in guardia: in una parole per aiutarci e proteggerci.
Investire in modo responsabile: la cultura è lo strumento più importante che abbiamo a disposizione.
Cordialmente,
Giovanni Maiani
mercoledì 28 marzo 2018
Una soddisfazione dall’Esma.
Lo scorso 30 ottobre 2014 avevo pubblicato un post sul mio blog personale intitolato “Prodotti finanziari come slot e grattini.” nel quale cercavo di mettere in guardia i “comuni mortali”, un modo scherzoso per designare i non addetti ai lavori, sul fatto che, cito la prima frase: “Le proposte d’investimento vengono ormai equiparate alle slot o ai grattini.”.
Ieri, invece, l’Esma (European Securities and Markets Authority), parlando delle opzioni binarie ha scritto:
“Questa misura vieta la commercializzazione, la distribuzione o la vendita di opzioni binarie a investitori al dettaglio.”.
Inoltre, ha fortemente limitato l’operatività sui Cfd (Contracts for differences).
Magari ci sarà pertanto qualche motivo?
Non m’invento nulla, il link al documento in italiano di 9 pagine è il seguente:
Avevo detto che “Le opzioni binarie sono tra le ultime fregature dove l’utile potenziale è limitato a priori (ma perché?), l’intervento può esaurirsi in un arco temporale strettissimo e si vince o si perde senza via di mezzo. Praticamente punto alla roulette sul rosso o sul nero. La stessa identica cosa. Preciso.”.
Mi rivolgo nuovamente ai privati; andate a leggervi il documento dell’Esma che vi spiega in lungo e in largo che cosa sono e come funzionano le opzioni binarie ed i Cfd.
Nessuno regala i soldi sui mercati.
Il lavoro di un “bravo analista” non è quello di vendere fumo, se non avrei fatto lo spacciatore, ma è quello di dirvi le cose come stanno.
Cordialmente,
Giovanni Maianimartedì 9 gennaio 2018
Abbassate il freno a mano.
San Marino non riuscirà mai a superare i propri problemi se continuerà a ragionare come faceva 30 o più anni fa.
La nostra bella Repubblica deve fare uno sforzo considerevole per voltare pagina; ossia deve cambiare mentalità e per questo serve tempo, ma soprattutto volontà…
Qualche idea per il settore bancario:
Per oggi:
- Il nostro territorio è molto contenuto ed i potenziali clienti certamente limitati. Gli istituti di credito rimasti potrebbero offrire tutti le stesse condizioni economiche per i servizi di base (per esempio sui conti correnti, sui CD brevi e sui bonifici in uscita) al posto di fare una guerra tra “poveri”, mentre a fare la differenza sarà il risparmio gestito dove il know how e l’esperienza professionale dei gestori faranno la differenza. Pertanto, il cliente lungimirante sceglierà anche per l’operatività di base la banca in grado di produrre un elevato valore aggiunto in quanto efficiente, premiando cosi la professionalità, non l’istituto disposto a strapagare la raccolta perché, forse (ma ci sono anche altre ragioni) incapace di attirare diversamente la clientela…
- E’ ancora possibile che nel 2018 gli istituti di credito non utilizzino la firma digitale? Dopo un piccolo investimento iniziale si avrebbe un elevato risparmio di tempo e di materiale cartaceo oltre che una maggiore soddisfazione del cliente per la velocità dell’operatività.
- Lo dico da secoli, ma l’analisi tecnica ed i trading system sono ancora assenti in Repubblica, mentre sono prodotti offerti correntemente ovunque.
- Perché non è possibile aprire un conto corrente in oro?
e molte altre cose ancora… ci sarebbe un mondo da fare.
Per il futuro prossimo:
Secondo la mia personale visione che prende in considerazione anche la probabile prossima e progressiva scomparsa del denaro contante, la banca di domani sarà un open space, con accesso diretto (magari senza porta in un centro commerciale) e fortemente automatizzata. La porta blindata ed il caveau saranno inutili, se non nella sede centrale in un primo tempo. Il cliente entrerà in questa banca e con una sua carta potrà effettuare qualsiasi operazione rivolgendosi direttamente ad un terminale. In effetti, oltre a quello che potrebbe fare solitamente con un normale home banking (vedi pagare le bollette se non ha un rid, effettuare un bonifico o del trading), sarà probabilmente in grado di rinnovare un cd o ottenere dei consigli sulla gestione dei propri risparmi rispondendo ad un normale questionario. Una rete neurale analizzerà i dati storici del cliente ricavandone tutte le informazioni necessarie per offrirli un’offerta personalizzata ed efficiente in quanto computerizzata. In questa banca ci saranno soltanto due persone che avranno i compiti di aiutare e sostenere i clienti nell’interagire con i terminali nella fase di transizione e di assicurare ancora un rapporto personale tra la banca “impersonale” ed il cliente. Quindi molto meno dipendenti, più gestori ed esperti di reti neurali e di robotica dietro le quinte. Molto di quello che si fa attualmente in banca può essere automatizzato. Si tratta soltanto di qualche riga di codice, mentre le reti neurali, grazie alla loro capacità di autoapprendimento, sono già utilizzate da decenni dalle assicurazioni, nel trading e non solo.
Le cose cambieranno per forza.
San Marino ha una particolarità rispetto all’Italia o ad altri paesi; ovviamente la sua ridota superficie che penalizza fortemente il mercato del lavoro. Nel prossimo futuro la politica dovrà probabilmente pronunciarsi su cosa fare di un ulteriore esubero di personale nel settore bancario. L’ipotesi fortemente probabile, a mio parere, è una drastica revisione delle condizioni del contratto settoriale e, solo successivamente, una riduzione del personale. Un’immediata riduzione del personale sarebbe troppo onerosa per lo Stato e quindi per la collettività.
Le soluzioni per evitare il peggio ci sono. Già il 7 novembre 2010 avevo consigliato di analizzare il rapporto Doing Business per ricavare delle idee da sfruttare per la nostra Repubblica, mentre i giapponesi utilizzano da secoli i “cerchi di qualità” per motivare i propri dipendenti ed ottimizzare i processi aziendali. Oggi, per sopravvivere, il settore bancario (e non solo) dovrà obbligatoriamente evolversi e dimostrarsi, per lo meno, alla pari di quello di altri paesi. Le nostre ridotte dimensioni ce lo consentano. In questo caso la nostra particolarità diventa un punto di forza in quanto la svolta è possibile per noi, ma problematica per i paesi più grandi.
Ma c’è la volontà di andare contro anni di clientelismo e verso un processo di ottimizzazione?
Mi sembra che la nostra Repubblica vada avanti, volontariamente, con il freno a mano alzato…
Cordialmente,
Giovanni Maiani
La nostra bella Repubblica deve fare uno sforzo considerevole per voltare pagina; ossia deve cambiare mentalità e per questo serve tempo, ma soprattutto volontà…
Qualche idea per il settore bancario:
Per oggi:
- Il nostro territorio è molto contenuto ed i potenziali clienti certamente limitati. Gli istituti di credito rimasti potrebbero offrire tutti le stesse condizioni economiche per i servizi di base (per esempio sui conti correnti, sui CD brevi e sui bonifici in uscita) al posto di fare una guerra tra “poveri”, mentre a fare la differenza sarà il risparmio gestito dove il know how e l’esperienza professionale dei gestori faranno la differenza. Pertanto, il cliente lungimirante sceglierà anche per l’operatività di base la banca in grado di produrre un elevato valore aggiunto in quanto efficiente, premiando cosi la professionalità, non l’istituto disposto a strapagare la raccolta perché, forse (ma ci sono anche altre ragioni) incapace di attirare diversamente la clientela…
- E’ ancora possibile che nel 2018 gli istituti di credito non utilizzino la firma digitale? Dopo un piccolo investimento iniziale si avrebbe un elevato risparmio di tempo e di materiale cartaceo oltre che una maggiore soddisfazione del cliente per la velocità dell’operatività.
- Lo dico da secoli, ma l’analisi tecnica ed i trading system sono ancora assenti in Repubblica, mentre sono prodotti offerti correntemente ovunque.
- Perché non è possibile aprire un conto corrente in oro?
e molte altre cose ancora… ci sarebbe un mondo da fare.
Per il futuro prossimo:
Secondo la mia personale visione che prende in considerazione anche la probabile prossima e progressiva scomparsa del denaro contante, la banca di domani sarà un open space, con accesso diretto (magari senza porta in un centro commerciale) e fortemente automatizzata. La porta blindata ed il caveau saranno inutili, se non nella sede centrale in un primo tempo. Il cliente entrerà in questa banca e con una sua carta potrà effettuare qualsiasi operazione rivolgendosi direttamente ad un terminale. In effetti, oltre a quello che potrebbe fare solitamente con un normale home banking (vedi pagare le bollette se non ha un rid, effettuare un bonifico o del trading), sarà probabilmente in grado di rinnovare un cd o ottenere dei consigli sulla gestione dei propri risparmi rispondendo ad un normale questionario. Una rete neurale analizzerà i dati storici del cliente ricavandone tutte le informazioni necessarie per offrirli un’offerta personalizzata ed efficiente in quanto computerizzata. In questa banca ci saranno soltanto due persone che avranno i compiti di aiutare e sostenere i clienti nell’interagire con i terminali nella fase di transizione e di assicurare ancora un rapporto personale tra la banca “impersonale” ed il cliente. Quindi molto meno dipendenti, più gestori ed esperti di reti neurali e di robotica dietro le quinte. Molto di quello che si fa attualmente in banca può essere automatizzato. Si tratta soltanto di qualche riga di codice, mentre le reti neurali, grazie alla loro capacità di autoapprendimento, sono già utilizzate da decenni dalle assicurazioni, nel trading e non solo.
Le cose cambieranno per forza.
San Marino ha una particolarità rispetto all’Italia o ad altri paesi; ovviamente la sua ridota superficie che penalizza fortemente il mercato del lavoro. Nel prossimo futuro la politica dovrà probabilmente pronunciarsi su cosa fare di un ulteriore esubero di personale nel settore bancario. L’ipotesi fortemente probabile, a mio parere, è una drastica revisione delle condizioni del contratto settoriale e, solo successivamente, una riduzione del personale. Un’immediata riduzione del personale sarebbe troppo onerosa per lo Stato e quindi per la collettività.
Le soluzioni per evitare il peggio ci sono. Già il 7 novembre 2010 avevo consigliato di analizzare il rapporto Doing Business per ricavare delle idee da sfruttare per la nostra Repubblica, mentre i giapponesi utilizzano da secoli i “cerchi di qualità” per motivare i propri dipendenti ed ottimizzare i processi aziendali. Oggi, per sopravvivere, il settore bancario (e non solo) dovrà obbligatoriamente evolversi e dimostrarsi, per lo meno, alla pari di quello di altri paesi. Le nostre ridotte dimensioni ce lo consentano. In questo caso la nostra particolarità diventa un punto di forza in quanto la svolta è possibile per noi, ma problematica per i paesi più grandi.
Ma c’è la volontà di andare contro anni di clientelismo e verso un processo di ottimizzazione?
Mi sembra che la nostra Repubblica vada avanti, volontariamente, con il freno a mano alzato…
Cordialmente,
Giovanni Maiani
venerdì 15 dicembre 2017
Resistenza dinamica e Bitcoin Future gennaio 18.
Resistenza dinamica e Bitcoin Future gennaio 18.
AT a parte, sconsiglio di intervenire sul Bitcoin...
Aggiornamento del giorno 18 dicembre 2017
Oggi non siamo qui per pubblicizzare il Bitcoin, pertanto non vi diremo dove e come acquistarlo o dove e come spenderlo, ma cercheremo di individuare i principali pericoli che ne derivano visto la crescita esponenziale dei prezzi di questi ultimi mesi. Inoltre, i future (prodotti derivati) sul Bitcoin sono stati lanciati il 10 dicembre sul Cboe (Chicago Board Options Exchange) e il 18 dicembre sul Cme Group (Chicago Mercantile Exchange, Cbot, Nymex e Comex). Vedremo anche come è andato il primo giorno.
Prima di tutto non sappiamo fino a che punto si possa parlare di cripto-valuta o di moneta/valuta virtuale (VV) per il semplice fatto che una moneta dovrebbe assicurare una relativa stabilità del valore che rappresenta, esprimere fiducia ed essere anche largamente riconosciuta. Qua non è proprio il caso.
Bypassando il nome di questa categoria di prodotti, è necessario aver ben presente che non esiste soltanto il Bitcoin. In effetti, il suo maggiore concorrente è probabilmente Ethereum, ma ce ne sono molte altri come Ripple ad esempio ed altri ancora.
Dopo questa brevissima premessa ci rivolgeremo soprattutto ai non addetti ai lavori evidenziando, in modo del tutto obiettivo, alcuni rischi (ma ce ne sono molti altri) di questo strumento.
Prima di tutto non sappiamo fino a che punto si possa parlare di cripto-valuta o di moneta/valuta virtuale (VV) per il semplice fatto che una moneta dovrebbe assicurare una relativa stabilità del valore che rappresenta, esprimere fiducia ed essere anche largamente riconosciuta. Qua non è proprio il caso.
Bypassando il nome di questa categoria di prodotti, è necessario aver ben presente che non esiste soltanto il Bitcoin. In effetti, il suo maggiore concorrente è probabilmente Ethereum, ma ce ne sono molte altri come Ripple ad esempio ed altri ancora.
Dopo questa brevissima premessa ci rivolgeremo soprattutto ai non addetti ai lavori evidenziando, in modo del tutto obiettivo, alcuni rischi (ma ce ne sono molti altri) di questo strumento.
1) Volatilità.
Abbiamo detto in introduzione che il nome di moneta non era appropriato. Il grafico accanto evidenzia i 7 anni di vita del Bitcoin e 7 anni del titolo azionario Intel ai tempi “pazzi” delle dot com. L’incremento esponenziale del Bitcoin (scala di sinistra) non può essere paragonato al normale andamento di una moneta, mentre abbiamo a che fare con uno strumento puramente speculativo che mette il possessore di fronte ad ampie fluttuazioni. Per esempio, la quotazione del Bitcoin è raddoppiata dal 20 novembre al 17 dicembre 2017; ossia in sole 14 sedute. Tuttavia, in molte occasioni, vedi i giorni 11 aprile 2013, 6 dicembre 2013 o 22 luglio 2010 per esempio, il valore è sceso del 40% in un solo giorno. Un altro dato: durante il 10% della sua vita, parliamo di circa 191 sedute su 1921, la variazione giornaliera è stata negativa con una perdita che va dal -5% al -45% circa…
2) Accettazione.
Il grado di accettazione e il riconoscimento sociale del Bitcoin sono ancora relativamente bassi anche se in costante aumento. Vedi la quotazione dei future. Tuttavia, altri abbandonano il Bitcoin. In effetti, il 6 dicembre 2017, Steam (piattaforma di distribuzione di giochi online) ha comunicato che non accetterà più pagamenti in Bitcoin.
3) Bid & Ask.
Il valore del Bitcoin è dunque molto volatile in quanto dipendente unicamente dalla domanda e dall’offerta. Il possessore del Bitcoin è quindi fortemente sensibile al livello reputazione della moneta virtuale (vedi per esempio il caso Mt. Gox del 2014).
4) Rischio di perdita totale.
Il Bitcoin può essere utilizzato da chiunque senza l’intermediazione di un soggetto autorizzato e, soprattutto, regolamentato. Ne deriva che, una volta fatta l’operazione, è impossibile annullarla. Inoltre, il rischio di hackeraggio è elevato. Le chiavi dei portafogli virtuali vengono custoditi nei propri computer e/o smartphone, e questi sono sensibili ad attacchi. La perdita delle chiavi, per furto o meno, comporta la perdita dell’intero portafoglio senza la possibilità di fare ricorso; quello che si può fare invece in caso di clonazione della propria carta di credito. Anche in caso di morte il portafoglio è perso se le chiavi sono rimaste nascoste agli eredi. Soltanto gli ultimi 2 furti di Bitcoin: vedi il 21 novembre 2017 “Nuovo attacco hacker sul Bitcoin, furto da 30 milioni ai danni di una valuta rivale” ed il giorno 9 dicembre 2017 “Gli hacker rubano 70 milioni in bitcoin”.
5) Questione morale.
Anche se “probabilmente” nato con un’altra finalità, è lo strumento di pagamento (non è l’unico) preferito nel Deep Web in quanto garantisce l’anonimato. La rete peer to peer permette di effettuare pagamenti online direttamente tra i soggetti interessati, ma la certezza dell’anonimato può agevolare e favorire la nascita e lo sviluppo di attività illecite e criminali.
6) Conoscenze tecniche.
Bisogna rigenerare la propria chiave (indirizzo) prima di effettuare una transazione per non essere ritracciato tramite il registro pubblico. Una dimenticanza che porterebbe rende noto l’importo del proprio portafoglio e la natura di tutti gli acquisti. Occorre pertanto una conoscenza minima dell’utilizzo del computer e delle procedure di sicurezza, nonché ricordarsi che la Blockchain e quindi tutte le transazioni sono pubbliche.
7) Beta.
Il Bitcoin ed il relativo software sono ancora in una fase Beta…
8) Una storia infinita.
I Bitcoin non sono infiniti e la loro quantità in circolazione tenderà a stabilizzarsi con probabili effetti sui prezzi, anche se non subito.
9) Danno alla collettività.
Tutte le transazioni in Bitcoin sono senza Iva e, pertanto, i vari Stati perdono delle entrare sulla compravendita dei beni pagati con i Bitcoin. Indirettamente, quella mancante imposta peserà sull’intera popolazione.
10) Warnings.
a) L’European Banking Authority (EBA), il 13 dicembre 2013, conclude un intervento sui rischi derivanti dall’acquisto, dalla detenzione o dalla negoziazione di valute virtuali scrivendo: “… se i consumatori acquistano valute virtuali, dovrebbero comprendere appieno le loro caratteristiche specifiche…”. L’Eba è intervenuta anche a luglio 2014.
b) Bankitalia, condividendo l’opinione dell’EBA, in una comunicazione del 30 gennaio 2015 ha sconsigliato l’integrazione di Bitcoin nei prodotti d’investimento e ha definito le valute virtuali (VV) come “rappresentazioni digitali di valore non emesse da una banca centrale o da un’autorità pubblica”.
c) L'Agenzia delle Entrate ha sottolineato nel 2016 che le operazioni con i Bitcoins sono “prestazioni di servizi esenti da IVA”.
d) Non più tardi di lunedì 4 dicembre 2017, in Francia, l’AMF (L’Autorité des marchés financiers) e l’ACPR (l’Autorité de contrôle prudentiel et de résolution) in un comunicato hanno messo in guardia gli investitori sui rischi associati al Bitcoin delfinandolo uno “strumento speculativo” che non è né “una moneta” né “uno strumento finanziario” né “un mezzo di pagamento al senso giuridico del termine”.
Il primo giorno di quotazione del future:
Sul Cboe, il 10 dicembre, e dopo una sospensione tecnica, le quotazioni del future sul Bitcoin scadenza gennaio, praticamente l’unica trattata, sono salite del 22.24% nel corso della prima parte della seduta, mentre sono stati scambiati soltanto 2979 contratti. Un rialzo di oltre il 22% in poche ore qualifica uno strumento come puramente speculativo e non come un asset serio.
Sul Cme, invece, il 18 dicembre, il future di gennaio ha realizzato quello che sarebbe stato il massimo di giornata in apertura, poi per perdere l’11.16% (l’11.37% sul Cboe) del proprio valore in meno di due ore e mezzo. Anche in questo caso osserviamo l’oscillazione di un prodotto puramente speculativo.
In conclusione possiamo affermare che, il Bitcoin, in quanto “strumento”, non può essere né buono né cattivo, ma è l’utilizzo e la rischiosità che ne derivano a caratterizzarlo. Tuttavia non è per tutti ed è difficile definirlo una valuta.
Giovanni Maiani
domenica 19 novembre 2017
Il crollo del Ftsemib e qualche Gann line (2° seguito)
La Gann Line si era dimostrata nuovamente molto valida. Vedi il precedente post del 20 febbraio 2016.
Cordialmente,
Giovanni Maiani
Cordialmente,
Giovanni Maiani
domenica 12 novembre 2017
Corso di Analisi Algoritmica - Milano 11 novembre 2017
Corso di Analisi algoritmica per il
Master in Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari 2017-2018
mercoledì 9 agosto 2017
I primi 5 euro Rsm
"La Repubblica di
San Marino emette per la prima volta una moneta bimetallica da 5 euro in
occasione della chiusura del Giubileo Straordinario della Misericordia…"
C'è da preoccuparsi?
lunedì 7 agosto 2017
martedì 1 agosto 2017
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