giovedì 21 giugno 2018

I miei primi 20 anni... come socio Siat.

Quando l'AT ti cambia la vita.
 
http://www.siat.org/

L’analisi tecnica, in quanto metodologia interdisciplinare, è adatta a coloro che hanno voglia di studiare, sperimentare, creare e sviluppare. 

Inoltre apre la mente al ragionamento.
 
Cordialmente,

Giovanni Maiani

mercoledì 13 giugno 2018

Podio triangolare…

Il mancato confronto con gli altri spesso distorce la visione d’insieme e, pertanto, la percezione della realtà ed il proprio posizionamento nell’Universo.

Più o meno come la Prima volta, con la “P” maiuscola.
 
In effetti, siamo tutti qua per imparare, provare, sbagliare, migliorare e riprovare; con riprovare periodico.
 
Pertanto in qualche modo ci vuole umiltà in quando siamo oltre 7 miliardi nel mondo e non è cosi impossibile trovare qualcuno che ne sappia di più in un argomento specifico, o due, o anche più di due...
 
In molti casi pensiamo di trovarci sul punto più elevato di un podio triangolare che consente un solo vincitore e tutti gli altri perdenti.  Senza confronto è facile pensare di essere THE ONE.



Invece, il confronto con il resto del Mondo potrebbe risultare crudele.



Tutto è relativo.
 
Da “bravo analista” penso che il grande Albert non abbia sbagliato un colpo.
 
Cordialmente,
Giovanni Maiani

martedì 3 aprile 2018

Investire in modo responsabile.

Dopo i miei post del 15 e del 18 dicembre 2017, ritorno oggi sul "famigerato" Bitcoin.

Alla fine dello scorso anno, in concomitanza con il debutto dei relativi future sul Cboe prima e sul Cme dopo, mi sono sentito in dovere di mettere in guardia i “comuni mortali” sui rischi relativi al Bitcoin.

La conclusione del post telegrafico del giorno 15 era:
“AT a parte, sconsiglio di intervenire sul Bitcoin...”

La conclusione del ben più corposo ed articolato post del giorno 18 era:
“In conclusione possiamo affermare che, il Bitcoin, in quanto “strumento”, non può essere né buono né cattivo, ma è l’utilizzo e la rischiosità che ne derivano a caratterizzarlo. Tuttavia non è per tutti ed è difficile definirlo una valuta.”

Successivamente, la fortuna dei principianti ha voluto che il Bitcoin abbia realizzato l’attuale massimo storico proprio tale giorno. Magari la mia intuizione era fondata…

Nel mio piccolo, in modo obiettivo, avevo evidenziato 9 motivi per diffidare del Bitcoin, mentre avevo riportato nel paragrafo 10 alcuni avvertimenti (Warnings) di:

a)  European Banking Authority (EBA),
b)  Bankitalia,
c)  Agenzia delle Entrate,
d)  AMF (Autorité des marchés financiers) e ACPR (Autorité de contrôle prudentiel et de résolution).

La cosa "buffa" è che, il Bitcoin ha iniziato immediatamente ad indebolirsi andando a perdere fino il 70.15% del proprio valore in data 6 febbraio 2018; ossia in meno di due mesi. Il prezzo è quindi raddoppiato dal 6 al 20 febbraio, ma il Bitcoin perde tuttora il 62% circa del suo valore rispetto alle quotazioni del 18 dicembre 2017. 


Da “bravo analista” mi rivolgo come sempre ai non addetti ai lavori (gli altri non ne hanno bisogno):

-    Il Bitcoin e simili vanno benissimo, ma non sono per tutti.
-   Informatevi presso le Istituzioni come sopra, e non solo, che esistono per controllare e mettere in guardia: in una parole per aiutarci e proteggerci.

Investire in modo responsabile: la cultura è lo strumento più importante che abbiamo a disposizione.

Cordialmente,

Giovanni Maiani

mercoledì 28 marzo 2018

Una soddisfazione dall’Esma.

Lo scorso 30 ottobre 2014 avevo pubblicato un post sul mio blog personale intitolato “Prodotti finanziari come slot e grattini.” nel quale cercavo di mettere in guardia i “comuni mortali”, un modo scherzoso per designare i non addetti ai lavori, sul fatto che, cito la prima frase: “Le proposte d’investimento vengono ormai equiparate alle slot o ai grattini.”.
 
Ieri, invece, l’Esma (European Securities and Markets Authority), parlando delle opzioni binarie ha scritto:
 
“Questa misura vieta la commercializzazione, la distribuzione o la vendita di opzioni binarie a investitori al dettaglio.”.
 
Inoltre, ha fortemente limitato l’operatività sui Cfd (Contracts for differences).
 
Magari ci sarà pertanto qualche motivo?
 
Non m’invento nulla, il link al documento in italiano di 9 pagine è il seguente:
 
Avevo detto che “Le opzioni binarie sono tra le ultime fregature dove l’utile potenziale è limitato a priori (ma perché?), l’intervento può esaurirsi in un arco temporale strettissimo e si vince o si perde senza via di mezzo. Praticamente punto alla roulette sul rosso o sul nero. La stessa identica cosa. Preciso.”.
 
Mi rivolgo nuovamente ai privati; andate a leggervi il documento dell’Esma che vi spiega in lungo e in largo che cosa sono e come funzionano le opzioni binarie ed i Cfd.
 
Nessuno regala i soldi sui mercati.
 
Il lavoro di un “bravo analista” non è quello di vendere fumo, se non avrei fatto lo spacciatore, ma è quello di dirvi le cose come stanno.
 
Cordialmente,
 
Giovanni Maiani

martedì 9 gennaio 2018

Abbassate il freno a mano.

San Marino non riuscirà mai a superare i propri problemi se continuerà a ragionare come faceva 30 o più anni fa.

La nostra bella Repubblica deve fare uno sforzo considerevole per voltare pagina; ossia deve cambiare mentalità e per questo serve tempo, ma soprattutto volontà…

Qualche idea per il settore bancario:

Per oggi:

- Il nostro territorio è molto contenuto ed i potenziali clienti certamente limitati. Gli istituti di credito rimasti potrebbero offrire tutti le stesse condizioni economiche per i servizi di base (per esempio sui conti correnti, sui CD brevi e sui bonifici in uscita) al posto di fare una guerra tra “poveri”, mentre a fare la differenza sarà il risparmio gestito dove il know how e l’esperienza professionale dei gestori faranno la differenza. Pertanto, il cliente lungimirante sceglierà anche per l’operatività di base la banca in grado di produrre un elevato valore aggiunto in quanto efficiente, premiando cosi la professionalità, non l’istituto disposto a strapagare la raccolta perché, forse (ma ci sono anche altre ragioni) incapace di attirare diversamente la clientela…

- E’ ancora possibile che nel 2018 gli istituti di credito non utilizzino la firma digitale? Dopo un piccolo investimento iniziale si avrebbe un elevato risparmio di tempo e di materiale cartaceo oltre che una maggiore soddisfazione del cliente per la velocità dell’operatività.

- Lo dico da secoli, ma l’analisi tecnica ed i trading system sono ancora assenti in Repubblica, mentre sono prodotti offerti correntemente ovunque.

- Perché non è possibile aprire un conto corrente in oro?

e molte altre cose ancora… ci sarebbe un mondo da fare.

Per il futuro prossimo:

Secondo la mia personale visione che prende in considerazione anche la probabile prossima e progressiva scomparsa del denaro contante, la banca di domani sarà un open space, con accesso diretto (magari senza porta in un centro commerciale) e fortemente automatizzata. La porta blindata ed il caveau saranno inutili, se non nella sede centrale in un primo tempo. Il cliente entrerà in questa banca e con una sua carta potrà effettuare qualsiasi operazione rivolgendosi direttamente ad un terminale. In effetti, oltre a quello che potrebbe fare solitamente con un normale home banking (vedi pagare le bollette se non ha un rid, effettuare un bonifico o del trading), sarà probabilmente in grado di rinnovare un cd o ottenere dei consigli sulla gestione dei propri risparmi rispondendo ad un normale questionario. Una rete neurale analizzerà i dati storici del cliente ricavandone tutte le informazioni necessarie per offrirli un’offerta personalizzata ed efficiente in quanto computerizzata. In questa banca ci saranno soltanto due persone che avranno i compiti di aiutare e sostenere i clienti nell’interagire con i terminali nella fase di transizione e di assicurare ancora un rapporto personale tra la banca “impersonale” ed il cliente. Quindi molto meno dipendenti, più gestori ed esperti di reti neurali e di robotica dietro le quinte. Molto di quello che si fa attualmente in banca può essere automatizzato. Si tratta soltanto di qualche riga di codice, mentre le reti neurali, grazie alla loro capacità di autoapprendimento, sono già utilizzate da decenni dalle assicurazioni, nel trading e non solo.

Le cose cambieranno per forza.

San Marino ha una particolarità rispetto all’Italia o ad altri paesi; ovviamente la sua ridota superficie che penalizza fortemente il mercato del lavoro. Nel prossimo futuro la politica dovrà probabilmente pronunciarsi su cosa fare di un ulteriore esubero di personale nel settore bancario. L’ipotesi fortemente probabile, a mio parere, è una drastica revisione delle condizioni del contratto settoriale e, solo successivamente, una riduzione del personale. Un’immediata riduzione del personale sarebbe troppo onerosa per lo Stato e quindi per la collettività.

Le soluzioni per evitare il peggio ci sono. Già il 7 novembre 2010 avevo consigliato di analizzare il rapporto Doing Business per ricavare delle idee da sfruttare per la nostra Repubblica, mentre i giapponesi utilizzano da secoli i “cerchi di qualità” per motivare i propri dipendenti ed ottimizzare i processi aziendali. Oggi, per sopravvivere, il settore bancario (e non solo) dovrà obbligatoriamente evolversi e dimostrarsi, per lo meno, alla pari di quello di altri paesi. Le nostre ridotte dimensioni ce lo consentano. In questo caso la nostra particolarità diventa un punto di forza in quanto la svolta è possibile per noi, ma problematica per i paesi più grandi.

Ma c’è la volontà di andare contro anni di clientelismo e verso un processo di ottimizzazione?
Mi sembra che la nostra Repubblica vada avanti, volontariamente, con il freno a mano alzato…

Cordialmente,

Giovanni Maiani


venerdì 15 dicembre 2017

Resistenza dinamica e Bitcoin Future gennaio 18.

Resistenza dinamica e Bitcoin Future gennaio 18.


AT a parte, sconsiglio di intervenire sul Bitcoin...


Aggiornamento del giorno 18 dicembre 2017

Oggi non siamo qui per pubblicizzare il Bitcoin, pertanto non vi diremo dove e come acquistarlo o dove e come spenderlo, ma cercheremo di individuare i principali pericoli che ne derivano visto la crescita esponenziale dei prezzi di questi ultimi mesi. Inoltre, i future (prodotti derivati) sul Bitcoin sono stati lanciati il 10 dicembre sul Cboe (Chicago Board Options Exchange) e il 18 dicembre sul Cme Group (Chicago Mercantile Exchange, Cbot, Nymex e Comex). Vedremo anche come è andato il primo giorno.

Prima di tutto non sappiamo fino a che punto si possa parlare di cripto-valuta o di moneta/valuta virtuale (VV) per il semplice fatto che una moneta dovrebbe assicurare una relativa stabilità del valore che rappresenta, esprimere fiducia ed essere anche largamente riconosciuta. Qua non è proprio il caso.

Bypassando il nome di questa categoria di prodotti, è necessario aver ben presente che non esiste soltanto il Bitcoin. In effetti, il suo maggiore concorrente è probabilmente Ethereum, ma ce ne sono molte altri come Ripple ad esempio ed altri ancora.
Dopo questa brevissima premessa ci rivolgeremo soprattutto ai non addetti ai lavori evidenziando, in modo del tutto obiettivo, alcuni rischi (ma ce ne sono molti altri) di questo strumento.


1)    Volatilità.
Abbiamo detto in introduzione che il nome di moneta non era appropriato. Il grafico accanto evidenzia i 7 anni di vita del Bitcoin e 7 anni del titolo azionario Intel ai tempi “pazzi” delle dot com. L’incremento esponenziale del Bitcoin (scala di sinistra) non può essere paragonato al normale andamento di una moneta, mentre abbiamo a che fare con uno strumento puramente speculativo che mette il possessore di fronte ad ampie fluttuazioni. Per esempio, la quotazione del Bitcoin è raddoppiata dal 20 novembre al 17 dicembre 2017; ossia in sole 14 sedute. Tuttavia, in molte occasioni, vedi i giorni 11 aprile 2013, 6 dicembre 2013 o 22 luglio 2010 per esempio, il valore è sceso del 40% in un solo giorno. Un altro dato: durante il 10% della sua vita, parliamo di circa 191 sedute su 1921, la variazione giornaliera è stata negativa con una perdita che va dal -5% al -45% circa…


2)    Accettazione.

Il grado di accettazione e il riconoscimento sociale del Bitcoin sono ancora relativamente bassi anche se in costante aumento. Vedi la quotazione dei future. Tuttavia, altri abbandonano il Bitcoin. In effetti, il 6 dicembre 2017, Steam (piattaforma di distribuzione di giochi online) ha comunicato che non accetterà più pagamenti in Bitcoin.

3)    Bid & Ask.

Il valore del Bitcoin è dunque molto volatile in quanto dipendente unicamente dalla domanda e dall’offerta. Il possessore del Bitcoin è quindi fortemente sensibile al livello reputazione della moneta virtuale (vedi per esempio il caso Mt. Gox del 2014).

4)    Rischio di perdita totale.

Il Bitcoin può essere utilizzato da chiunque senza l’intermediazione di un soggetto autorizzato e, soprattutto, regolamentato. Ne deriva che, una volta fatta l’operazione, è impossibile annullarla. Inoltre, il rischio di hackeraggio è elevato. Le chiavi dei portafogli virtuali vengono custoditi nei propri computer e/o smartphone, e questi sono sensibili ad attacchi. La perdita delle chiavi, per furto o meno, comporta la perdita dell’intero portafoglio senza la possibilità di fare ricorso; quello che si può fare invece in caso di clonazione della propria carta di credito. Anche in caso di morte il portafoglio è perso se le chiavi sono rimaste nascoste agli eredi. Soltanto gli ultimi 2 furti di Bitcoin:  vedi il 21 novembre 2017 “Nuovo attacco hacker sul Bitcoin, furto da 30 milioni ai danni di una valuta rivale” ed il giorno 9 dicembre 2017 “Gli hacker rubano 70 milioni in bitcoin”.

5)    Questione morale.

Anche se “probabilmente” nato con un’altra finalità, è lo strumento di pagamento (non è l’unico) preferito nel Deep Web in quanto garantisce l’anonimato. La rete peer to peer permette di effettuare pagamenti online direttamente tra i soggetti interessati, ma la certezza dell’anonimato può agevolare e favorire la nascita e lo sviluppo di attività illecite e criminali.

6)    Conoscenze tecniche.

Bisogna rigenerare la propria chiave (indirizzo) prima di effettuare una transazione per non essere ritracciato tramite il registro pubblico. Una dimenticanza che porterebbe rende noto l’importo del proprio portafoglio e la natura di tutti gli acquisti. Occorre pertanto una conoscenza minima dell’utilizzo del computer e delle procedure di sicurezza, nonché ricordarsi che la Blockchain e quindi tutte le transazioni sono pubbliche.

7)    Beta.

Il Bitcoin ed il relativo software sono ancora in una fase Beta…

8)    Una storia infinita.

I Bitcoin non sono infiniti e la loro quantità in circolazione tenderà a stabilizzarsi con probabili effetti sui prezzi, anche se non subito.

9)    Danno alla collettività.

Tutte le transazioni in Bitcoin sono senza Iva e, pertanto, i vari Stati perdono delle entrare sulla compravendita dei beni pagati con i Bitcoin. Indirettamente, quella mancante imposta peserà sull’intera popolazione.

10)    Warnings.

a)    L’European Banking Authority (EBA), il 13 dicembre 2013, conclude un intervento sui rischi derivanti dall’acquisto, dalla detenzione o dalla negoziazione di valute virtuali scrivendo: “… se i consumatori acquistano valute virtuali, dovrebbero comprendere appieno le loro caratteristiche specifiche…”. L’Eba è intervenuta anche a luglio 2014.

b)    Bankitalia, condividendo l’opinione dell’EBA, in una comunicazione del 30 gennaio 2015 ha sconsigliato l’integrazione di Bitcoin nei prodotti d’investimento e ha definito le valute virtuali (VV) come “rappresentazioni digitali di valore non emesse da una banca centrale o da un’autorità pubblica”.

c)    L'Agenzia delle Entrate ha sottolineato nel 2016 che le operazioni con i Bitcoins sono “prestazioni di servizi esenti da IVA”.

d)    Non più tardi di lunedì 4 dicembre 2017, in Francia, l’AMF (L’Autorité des marchés financiers) e l’ACPR (l’Autorité de contrôle prudentiel et de résolution) in un comunicato hanno messo in guardia gli investitori sui rischi associati al Bitcoin delfinandolo uno “strumento speculativo” che non è né “una moneta”  né “uno strumento finanziario” né  “un mezzo di pagamento al senso giuridico del termine”.

Il primo giorno di quotazione del future:

Sul Cboe, il 10 dicembre, e dopo una sospensione tecnica, le quotazioni del future sul Bitcoin scadenza gennaio, praticamente l’unica trattata, sono salite del 22.24% nel corso della prima parte della seduta, mentre sono stati scambiati soltanto 2979 contratti. Un rialzo di oltre il 22% in poche ore qualifica uno strumento come puramente speculativo e non come un asset serio.

Sul Cme, invece, il 18 dicembre, il future di gennaio ha realizzato quello che sarebbe stato il massimo di giornata in apertura, poi per perdere l’11.16% (l’11.37% sul Cboe) del proprio valore in meno di due ore e mezzo. Anche in questo caso osserviamo l’oscillazione di un prodotto puramente speculativo.

In conclusione possiamo affermare che, il Bitcoin, in quanto “strumento”, non può essere né buono né cattivo, ma è l’utilizzo e la rischiosità che ne derivano a caratterizzarlo. Tuttavia non è per tutti ed è difficile definirlo una valuta.

Giovanni Maiani 
 

mercoledì 9 agosto 2017

I primi 5 euro Rsm

"La Repubblica di San Marino emette per la prima volta una moneta bimetallica da 5 euro in occasione della chiusura del Giubileo Straordinario della Misericordia…"




C'è da preoccuparsi?

lunedì 1 maggio 2017

L’obelisco della popolazione mondiale…


Con gli ultimi dati a disposizione, la popolazione mondiale ha superato la soglia dei 7.4 miliardi di individui il 36% circa dei quali collocati in Cina ed in India. Già questo dato dovrebbe fare riflettere.

Qualche altra particolarità. Gli Stati Uniti rappresentano soltanto il 4.4% della popolazione mondiale anche se sembrano ovunque e sono fortemente bellicosi. La zona euro costituisce poco più del 5.5% dell’intera popolazione rispetto al 13.1% rappresentato dal Medio Oriente e dall’Africa. Più della metà delle persone vive nell’area Asia/Pacifico.

E’ chiaro e risaputo che la densità della popolazione è eterogenea, mentre ad esempio c’è più gente in Bangladesh che in Russia.

Oggi, invece, ci focalizzeremo brevemente sulla popolazione attiva e prenderemo dunque in considerazione la popolazione sotto i 15 anni e quella al di sopra dei 65 anni. Per farlo, abbiamo indentificato 4 macro aree; ossia Asia/Pacifico, America Nord/Latina, Europa e l’ultima Medio Oriente/Africa.

Asia/Pacifico


La popolazione è generalmente molto giovane all’eccezione del Giappone che ha oltre il 30% della popolazione con un'età superiore ai 65 anni rispetto al 12% che ha al di sotto dei 15 anni, vedi anche la Corea del Sud con 18% contro 12.5%, Taiwan con 17.9% contro 12% e Hong Kong con 21% contro 13%. In quest’area abbiamo calcolato che la media della popolazione attiva è del 67.7% rispetto al 65.3% della media mondiale.

America Nord/Latina
 

Anche in questo caso, quest’area vanta una popolazione relativamente giovane eccezione fatta per il Canada che, probabilmente per motivi geografici, sanitari ed economici, presenta una popolazione degli oltre 65enne del 21.6% rispetto al 15.4% circa di giovani sotto i 15 anni. Mediamente, l’area ha una media di popolazione attiva di poco inferiore al 66%.

Europa
 

Qua la situazione è drasticamente invertita ed osserviamo immediatamente una prevalenza di persone anziane rispetto a quella popolazione di età scolastica. All’eccezione di Turchia, Irlanda, Cipro e Lussemburgo, il numero di pensionati è superiore al numero dei giovani, ma leggiamo che le due curve sono relativamente strette in quanto le relative percentuali sono molto vicine. La percentuale della popolazione attiva è perfettamente in linea con quella mondiale.

Medio Oriente/Africa



Questa volta abbiamo uno scenario molto diverso dai precedenti. In effetti, vediamo una forte presenza dei giovani rispetto a quelli che hanno un'età di oltre 65 anni e lo spread è cosi elevato che non lascia spazio alla libera interpretazione. Tranne per Israele e la Tunisia, la percentuale delle persone con un'età pensionabile non supera l’8% ed è in molti casi in Africa è inferiore al 3%; vedi l’Uganda con solo il 2% di persone anziane, o la Zambia o la Somalia che fanno fatica a raggiungere il 2.3%. Queste statistiche devono fare pensare visto che la percentuale media dei giovani supera il 37%. Il problema è che la popolazione muore relativamente presto e non arriva alla vecchiaia. La media della popolazione attiva fatica a raggiungere il 58% e questo dato è molto inferiore rispetto alla media mondiale del 65.3%.

Noi, quali essere umani, non possiamo lasciare invecchiare la popolazione in Europa, mentre in Africa la gente non riesce a raggiungere l’età della saggezza…

In effetti, l’invecchiamento della popolazione interessa in primis i seguenti paesi; Giappone (30% della popolazione ha oltre 65 anni), Germania (24.1%), Finlandia (23.2%), Slovenia (22.9%), Italia (22.8%), Grecia (22.5%), mentre i paesi come l’Uganda, Mali, Zambia, Mozambico e molti altri hanno oltre il 40% della popolazione molto giovane e meno del 3% di loro ha superato i 65 anni…

Il problema non è solo umanitario.

L’invecchiamento della popolazione in Europa sta mettendo a rischio le nostre pensioni e l’obbligatorietà della pensione complementare non è venuta dal nulla…

A livello mondiale, un quarto della popolazione (esattamente il 24.4%) ha meno di 15 anni, soltanto il 10.3% è di età pensionabile, mentre il 65.3% è di età lavorativa.

Bisogna tuttavia fare i conti con il tasso di disoccupazione che, come nel caso delle sofferenze bancarie, non offre il quadro completo dei senza lavoro in quanto non prende in considerazione quelli che non cercano più lavoro, per citare solo una categoria.

Pertanto, a livello mondiale, ipotizzando un tasso di disoccupazione medio complessivo del 7.8%, c’è al massimo il 57.5% della popolazione attiva che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) lavorare effettivamente. Nell’area Asia/Pacifico, la media della popolazione attiva di 67.7% scende al 63.7% circa se consideriamo un tasso medio di disoccupazione di poco superiore al 4%; vedi la Cina 4.02% e l’India ad esempio del 4.9%. Allo stesso modo, nell’area America Nord/Latina il tasso dei lavoratori “reali” scende al 58.7%, in Europa il 56.7% ed in Medio Oriente/Africa abbiamo circa il 45% (ma ci sono delle difficoltà nel reperire il tasso di disoccupazione di molti paesi africani).

Nelle area Asia/Pacifico e America Nord/Latina la media degli oltre 65 anni va dal 12.1% al 12.7% rispetto ad una media dei giovani sotto i 15 anni che va dal 20.2% al 21.6%. Le percentuali sono molto vicine. In Europa, invece, la popolazione anziana rappresenta di 19.8% rispetto al 15.7% di quella di età scolastica, allorché in Medio Oriente/Africa (con un’elevata concentrazione in Africa) solo il 4.4% della popolazione ha più di 65% rispetto al 36.9% dei giovani.

Le prospettive.

Le stime di https://www.census.gov ipotizzano una popolazione mondiale di 9.4 miliardi rispetto agli attuali 7.4 miliardi, mentre assisteremo ad un importante calo delle persone sotto i 30 anni a fronte ad un aumento della popolazione che avrà tra i 55 e 84 anni. Dal grafico emerge che la percentuale delle persone sotto i 15 anni è pari al 25.3% circa nel 2017 ed è stimata al 20.5% nel 2050, la popolazione attiva passerà dall’attuale 65.8% al 62.8% del 2050, mentre la popolazione oltre i 65 anni sarà pari al 16.7% dall’attuale 8.9%. La popolazione “anziana” potrebbe quindi raddoppiare nel 2050…


Dal sito https://www.populationpyramid.net le piramidi della popolazione mondiale mostrano una pericolosa diminuzione della popolazione giovane, mentre la figura geometrica del 2100 potrebbe assomigliare ad un obelisco.

1950


2000


2050


2100


 La situazione attuale non è delle migliori e nel futura sarà peggio.

Se non troviamo dei rimedi efficaci, i nostri figli oggi poco più che ventenni saranno un peso insopportabile per i Governi nel 2050… Una magra consolazione, non ci sarò per vedere questo scempio.  

Cordialmente,

Giovanni Maiani