venerdì 22 maggio 2015

lunedì 18 maggio 2015

ITForum 2015


Vi aspetto all’ITForum 2015 di Rimini: Venerdì 22 : 16:30 - 17:30 - SALA VECCHIA PESCHERIA


Incontri SIAT

Lo Stocastico nella selezione dei Fondi Comuni




Lo Stocastico come non l’avete mai visto.

A presto,

Giovanni Maiani

mercoledì 6 maggio 2015

Enel Green Power – Importante test

Enel Green Power sta effettuando un movimento relativamente interessante dall’inizio dell’anno e sotto diversi aspetti.

In effetti, osserviamo in primis una configurazione grafica che ci ricorda un testa e spalle ribassista con neck line a 1.715 euro circa. All’inizio dello scorso mese di aprile vediamo un pull back up in corrispondenza nuovamente di 1.715 che corrisponde al passaggio di un’importante resistenza dinamica di breve periodo. Inoltre, l’area situata nelle immediate vicinanze di 1.71 è interessata anche dal passaggio di una Fibonacci Fan.


Pertanto, il titolo testa l’importante supporto a 1.72/1 euro il quale eventuale cedimento confermato dovrebbe coincidere con l’inizio di una fase ribassista di breve periodo. Obiettivi 1.63 e 1.55/0. Al rialzo, invece, il superamento di 1.79 dovrebbe essere sufficiente ad invogliare nuovi acquirenti. Obiettivi 1.91/5 e 2.03.

Da “bravo analista” leggo il test di un'importante e sottile area di supporto individuata a 1.72/1 euro.

Cordialmente,

Giovanni Maiani

sabato 25 aprile 2015

Point&Figure

Il grafico P&F a 0.01X3 sull'euro dollaro mostra un importante livello di resistenza a 1.10$.



Cordialmente

Giovanni Maiani

martedì 14 aprile 2015

Cose assurde.

Oggi vi racconto una breve storia. Più di una storia è un’immagine.


Due genitori buttano via tutti i soldi e sono vicini alla rovina familiare. Uno beve e l’altro ha il vizio del gioco. Vanno bene anche altri vizi.

Sono praticamente in fallimento e decidono di reagire.

Hanno trovato una soluzione: diminuiscono la paghetta del proprio figlio tredicenne.

Riprendono a bere e a spendere nei giochi della sorte.

Osserviamo pertanto:

inadeguatezza nel ruolo
scelta di una soluzione assurda
peggioramento della situazione iniziale



E’ quando accade in molte aziende del paese.

Da “bravo analista”, chi ha voglia di intendere intenda.

Cordialmente

Giovanni Maiani

venerdì 20 marzo 2015

Confronto tra il Ftsemib e lo Sp500 (in euro).

Una breve considerazione, semi tecnica, su un ben noto fenomeno che va avanti dall’inizio del 2009, praticamente dal 1° QE americano...

Presento il confronto storico tra gli indici azionari Ftsemib e Sp500 espresso in euro.

Il primo grafico, con due scale, è forviante in quanto emerge un indice azionario italiano che sembra più forte di quello americano negli anni 2005/2007, ma si tratta di un’illusione ottica.


Il secondo grafico, normalizzato, sottolinea pertanto il “vero” andamento degli indici come sopra.

Tuttavia, lo scritto odierno vuole attirare l’attenzione sugli ultimi 6 anni dove emerge uno Sp500 (espresso in euro) decisamente più forte rispetto al Ftsemib e la forbice tra i due indici è decisamente elevata.


Il terzo grafico mostra il semplice rapporto tra il Ftsemib e lo Sp500 che si trova praticamente in corrispondenza dei minimi storici.


Cosa accadrà ora che i QE americani sono conclusi (gli Usa si apprestano ad alzare i tassi) e che inizia il QE europeo?

Una piccola parte della liquidità potrebbe spostarsi sul listino milanese. L’indice ha, in ogni caso, un appuntamento non facile con l’attuale fascia di resistenza situata tra 23000 e 24500.

Cordialmente

Giovanni Maiani

giovedì 19 marzo 2015

Pagella scolastica ponderata.

La scuola è una grandissima Istituzione che ci prepara a fronteggiare la vita, professionale e non. In effetti, più sono le cose che sappiamo maggiori sono, teoricamente, gli strumenti a nostra disposizione che ci aiutano nelle nostre scelte future.

Detto questo, tutte le materie sono importanti allo stesso modo.

In effetti, quando ero quattordicenne non capivo che lo studio del latino mi serviva per capire meglio le lingue come l’italiano o il francese. Vedi per esempio che, in gran parte, la grammatica e l’etimologia provengono, guarda a caso, dal latino. Pensavo invece che quell’ora di studio fosse sprecata… E’ cosi per altre materie.

Pertanto tutto serve e tutte le materie, in un modo o in un altro, sono collegate tra di loro.

Tuttavia, lo sforzo nello studio non è lo stesso e, a mio modesto parere, occorre tenerne conto nella valutazione.

A secondo dell’indirizzo di studio, il numero di ore settimanali di insegnamento delle materie varia, nel caso preso in esame, 3° anno di un liceo scientifico, da 1 a 5 ore. Pertanto, complessivamente, una materia studiata per più tempo dovrebbe, potrebbe, essere potenzialmente più impegnativa rispetto ad un’altra studiata per un numero inferiore di ore, banalmente per la molle di cose da imparare, per il maggiore numero di compiti a casa e/o scuola, e così via… Nonostante ciò, ribadisco, tutte le materie sono importanti allo stesso livello, anche se per motivi diversi.

Comunque, faccio fatica a valutare allo stesso modo l’impegno di un lavoro settimanale di 5 ore e l’onere necessario per un lavoro settimanale di 1 ora.

Ho realizzato un doppio esempio per dimostrare la mia tesi.

In primis, ho inserito in una tabella le 13 materie studiate in una classe di 3° del liceo con il numero reale di ore settimanali. Non ho preso in considerazione la 13° materia solo allo scopo di ottenere valori non meno decimali, ma l’importante è rendere l’idea. Non ho voluto inserire il nome delle materie per non contradirmi in quanto tutte le materie sono importanti, ma qua voglio attirare la vostra attenzione sul numero di ore di studio per materie. Dopo la materia c’è il numero di ore alla settimana, nella colonna successiva il voto e, nell’ultima, i calcoli per la media ponderata. La media ponderata prende ovviamente in considerazione il voto e il numero di ore. In entrambi i casi abbiamo 6 materie con un numero di ore settimanali superiore a 3 ed altre 6 materie con un numero di ore settimanali inferiore o uguale a 2. Per questo motivo ho voluto ottenere 12 materie e non 13. Per essere precisi, una 14° materia, non presente nello studio, poteva essere il comportamento.

Primo caso:


Lo studente ha un 6 in tutte le materie maggiormente studiate a scuola e un bel 10 in tutte le altre.
La media complessiva è 8 (media semplice).

Secondo caso:


Lo studente ha un bel 10 in tutte le materie maggiormente studiate a scuola e un 6 in tutte le altre.
La media complessiva è sempre 8 (media semplice).

Matematicamente giusto, non fa una piega.

Tuttavia, l’impegno dello studente per seguire una materia 5 ore alla settimana è diverso rispetto a quello necessario per seguire una materie per un’unica, anche se fondamentale, ora di studio. Faccio fatica a valutare allo stesso modo queste due materie.

Da “bravo analista”, ricordo per chi mi legge per la prima volta che è autoironia, propongo di utilizzare la media pesata dei voti per il numero di ore di studio.

Nel primo caso, a prescindere dell’indirizzo di studio e del nome delle materie, lo studente avrebbe un voto di 7.21 (media ponderata) rispetto al precedente 8.00 in quanto arriva appena alla sufficienza nelle materie, non più importanti, ma maggiormente studiate.

Nel secondo caso, lo studente avrebbe un voto di 8.79 (media ponderata) rispetto al precedente 8.00 in quanto sarebbe stato fortemente premiato dopo aver preso la lode nelle materie maggiormente studiate.

In questi casi estremi, dove lo studente ha sei 6 e sei 10, o viceversa, una penalizzazione del 10% circa (che varia in relazione ai voti ottenuti e non è di certo una costante) o un miglioramento di 10% circa (stesso discorso) potrebbero offrire una valutazione, non migliore rispetto a quella attuale, ma soltanto diversa che mira a premiare i maggiori sforzi, intesi come risultati per numero di ore di studio di una materia.

Tuttavia, solo una cosa è fondamentale; studiare e studiare tutto, e possibilmente bene.

Cordialmente

Giovanni Maiani

lunedì 16 marzo 2015

Eur / Brl - Importante test

La divisa europea è in difficoltà nei confronti di molte altre valute, vedi per esempio il dollaro americano, e l’attuale QE europeo non aiuta le cose.

Tuttavia, nei confronti del real brasiliano, l’euro ha testato in varie occasioni l’area di supporto 2.20/15 circa dalla metà del 2010 alla metà del successivo 2011 prima di iniziare una fase di rafforzamento tuttora in essere. Lo scritto odierno vuole soltanto attirare l’attenzione sul movimento speculativo a “V”, “come lo chiamo io”, in atto dallo scorso mese di dicembre. In effetti, l’euro tende a raggiungere il massimo degli ultimi 10 anni circa, che non è di certo il massimo storico, individuato a poco oltre quota 3.48.



Da “bravo analista” penso che sarebbe un peccato se l’euro si riportasse stabilmente al di sotto di 3.25 brl circa in quanto il Brasile, tenendo conto del tasso di cambio e della debolezza dell’euro relativamente generalizzata nei confronti di altre valute, potrebbe essere un paese ancora economicamente vantaggioso per le prossime vacanze.

Cordialmente

Giovanni Maiani

mercoledì 11 marzo 2015

Lo Stocastico orrizontale.


Una mia nuova ricerca è stata pubblicata sul Quaderno ufficiale n°14 della Siat relativa a “un utilizzo molto originale e utile del ben noto oscillatore Stocastico”.

Di seguito alcuni passaggi.


Abstract

Un problema corrente è senz’altro quello di selezionare all’interno di determinato paniere quei titoli (intesi come fondi, azioni, valute, commodities,…) che potrebbero sovra performare nel prossimo futuro. Per effettuare il primo screening, la prima selezione, dobbiamo studiare gli storici con l’uso di vari metodi statistici/matematici. Uno di questi potrebbe essere lo stocastico orizzontale ….

In questo modo, abbiamo l’andamento cronologico del lavoro di un gestore, nel caso di un fondo, che possiamo analizzare in qualsiasi momento storico e rispetto a quello dei colleghi appartenenti ad altre società di gestione. Non mi serve conoscere la performance di un fondo a 1, 3 e 5 anni se non posso valutare, in primis, il suo andamento storico rispetto a quelli presenti nello stesso comparto. Mi devo poter fidare del gestore e lo stocastico orizzontale mi può aiutare in tale senso.

Inoltre, ad esempio, nel caso di azioni quotate in varie arre geografiche, ma riportate nella stessa divisa, abbiamo anche indicazioni utili sulla correlazione tra i vari titoli in quanto possiamo individuare titoli “complementari” per una strategia di switch.
Oggi propongo un utilizzo inusuale, ma interessante, di un ben noto indicatore di analisi tecnica.

Premessa:

Ho sempre trattato l’andamento storico del nav di un fondo come l’equity line della gestione di un serio professionista e mai con l’anonima media dello sviluppo di una serie di posizioni. Pertanto, già negli anni ‘97/’98 pubblicavo sul settimanale Borsa&Finanza analisi tecniche sui fondi valutando, anche se indirettamente ed in modo assolutamente obiettivo, il difficile lavoro svolto dai gestori.

Ho già scritto in varie occasioni che l’attuale utilizzo di alcuni strumenti statistici applicati ai fondi era, a dire poco, singolare e chi mi legge dal 1993 sa bene a cosa mi riferisco…

Di seguito, una tecnica, con i suoi pregi e i suoi difetti (ci mancherebbe altro) che offre un’altra sfaccettatura dell’operato degli specialisti della gestione.

...


...

Conclusione

Indipendentemente delle performance realizzate dai singoli fondi, avrebbero potuto aver indifferentemente delle performance tra -90% e +150% o tra +10% e +500%, lo stocastico orizzontale ci permette di effettuare molto facilmente un primo screening all’interno di un paniere per poi focalizzare i nostri sforzi su di un numero limitato di strumenti. La selezione basata sulla sola performance non è sufficiente in quanto forviante.

Questo metodologia di calcolo studia un lungo periodo storico, consiglio circa 10 anni, e analizza accuratamente la performance di ogni singolo fondo rispetto a quella degli altri membri dello stesso comparto e la inquadra in una scala percentuale che va da 0 a 100. In questo modo, siamo in grado di scegliere immediatamente lo strumento, nel nostro caso un fondo azionario Italia, maggiormente affidabile.

Fatta questa prima selezione basata sulle performance, ci resta unicamente a valutare una manciata di fondi su un paniere iniziale che ne poteva contare anche una ventina.

A mio modesto parere è una metodologia molto semplice quanto efficace.

Applicato ad altri strumenti, vedi i titoli azionari, lo stocastico orizzontale consente di studiare l’andamento delle performance in relazione all’area geografica e ne individua, anche se sommariamente, le correlazioni.
 "

Colgo l’occasione per dire che, da “bravo analista”, penso sia doveroso insegnare a scuola gli arti marziali (almeno 1 ora al mese), sia come tecnica di difesa e per aumentare la propria autostima, sia per insegnare il rispetto e fare crescere la proprio autoconsapevolezza.

Cordialmente,
Giovanni Maiani

martedì 10 marzo 2015

Il Tfr in busta paga.

Da “bravo analista” penso che il Tfr in busta paga sia intellettualmente scorretto in quanto passa per un aumento/aiuto mensile, mentre è tutt’altro.

Cordialmente,

Giovanni Maiani

martedì 24 febbraio 2015

EDF: ecco i motivi.

Lo scorso 10 febbraio avevo pubblicato la seconda parte dell’articolo intitolato “Crude Oil e Open Interest” e, l’ultima frase prima dei saluti era “Ora, il titolo azionario francese Edf è molto interessante per vari motivi...”.

Ho ricevuto una email che mi chiedeva di essere più specifico al riguardo. Eccomi.

Come avevo scritto i motivi errano vari. La seguente tabella sintetica spiega molte cose. La tabella è aggiornata ad oggi, mentre i valori al giorno 10 febbraio errano ovviamente leggermente diversi. Ma dovrebbe lo stesso rendere l’idea.

In primis avevo analizzato brevemente 14 titoli europei attivi nel settore delle utilities.

Dalla tabella emerge che Edf:
-    
 
ha la 2° capitalizzazione del paniere,
-          ha il P/E più basso,
-          ha l’Eps maggiore,
-          ha il 3° rendimento del dividendo,
-          ha un alpha (a 2 anni) discreto rispetto al paniere,
-          ha un beta (a 2 anni) appena al di sotto della media del paniere,
-          ha una correlazione interessante in quanto limitata al 49%,
-          ha il prezzo del titolo in calo del quasi 16% sui 12 mesi,
-          ha il 2° Book Value per Share più elevato,
-          ha un rapporto di Revenue per Share molto elevato,
-          ha il 2° Valore (Current entreprise Value) per Share più elevato.


Per farla breve, la società c’è.

Dal punto di vista puramente tecnico abbiamo già visto il prezzo decisamente scontato sui 12 mesi soprattutto se paragonato con le performance degli altri titoli del paniere.


Inoltre, il giorno 10 febbraio il titolo tendeva a confermare un “mini” pull back up realizzato il giorno 3 febbraio dopo il segnale di inversione rialzista del 26 gennaio. Ora, invece, ha realizzato un 2° pull back up il giorno 12 febbraio per poi consolidare quindi mettere a segno qualche minimo ascendente.

Il titolo appare interessante oggi come 2 settimane fa. Uno stop cautelativo nelle immediate vicinanze di 23 euro, dove potrebbe realizzare un nuovo pull back up, non guasta nulla.

Occorre sempre proteggere il capitale investito prima di tutto. Poi si pensa a fare soldi.

E questo è tutto.

Cordialmente

Giovanni Maiani

lunedì 23 febbraio 2015

Wcap: la capitalizzazione dell’azionario mondiale sui massimi.

L’indice Bloomberg World Exchange Market Capitalization* (espresso in usd) mette a segno da qualche giorno una serie di nuovi massimi storici, mentre il relativo indice italiano (espresso in usd) si limita a rimbalzare dall’inizio dell’anno da un supporto statico.


Gli stessi indici, espressi in euro, mostrano un indice mondiale che macina nuovi massimi dalla fine del 2013, mentre quello italiano potrebbe presto raggiungere il massimo relativo di luglio scorso, che rappresenta il massimo dal mese di settembre 2008, il quale eventuale superamento potrebbe corrispondere ad una conferma di interessamento al comparto da parte degli investitori in un’ottica di medio/lungo periodo.



Per conoscenza, l’indice giapponese (espresso in euro e in usd) potrebbe presto raggiungere i massimi storici realizzati nel 2006, mentre l’indice americano (espresso in euro e in usd) segue perfettamente, e direi ovviamente, l’andamento dell’indice mondiale.

*L’indice “Bloomberg Exchange Market Capitalization” calcola la capitalizzazione di un mercato azionario escludendo gli Etf e gli Adr che non rappresentano direttamente la società. Da "bravo analista" ritengo questo indice maggiormente significativo rispetto ad altri dello stesso tipo.

Cordialmente

Giovanni Maiani

giovedì 12 febbraio 2015

GE – Importante test

General Electric Company, GE per gli amici o GE US equity, è a un bivio e presenta una configurazione grafica interessante.
In effetti, il grafico storico settimanale mostra il titolo in corrispondenza di un importante doppio test.


In primis, GE presenta un trend ascendente dall’inizio del 2009 il quale supporto dinamico, momentaneamente abbandonato circa un mese fa a seguito dell’effimero cedimento di 24.50 usd, e diventato ora ovviamente resistenza, è duramente messo alla prova da ben 4 settimane.

In secondo, ricaviamo facilmente una retta dinamica congiungendo i massimi storico del 2000 e discendente del 2007 e tale linea funge, attualmente, da supporto, mentre osserviamo la recente realizzazione di un interessante pull back up avvenuto, sempre lo scorso mese, nelle immediate vicinanze di 23.30 usd circa.

Abbiamo di conseguenza un titolo che, nel medio/lungo periodo, realizza un pull back up dal quale rimbalza testando cosi una resistenza dinamica da non sottovalutare. Il grafico è ovviamente espresso in dollari.

Sul grafico in euro, invece, osserviamo un canale ascendente in essere, sempre dal 2009, ed il recente superamento di una resistenza statica individuata nelle immediate vicinanze di 20.5/21.0 euro.


General Electric è dunque in corrispondenza di importanti livelli, soprattutto sul grafico espresso in dollari, e potrebbe generare un segnale operativo, valido in un’ottica di medio periodo, in caso di fuoriuscita dall’area di relativa neutralità definita tra 23 e 25.50 dollari circa.

Ritorneremo probabilmente su GE fra qualche settimana.

Cordialmente

Giovanni Maiani

Provate a buttare giù questa specie di “piccolo tasso”.

Chiedo scusa, ma oggi si scherza un attimo, ma si fa anche Kultura.

La lista dei paesi che hanno abbassato i tassi si allunga sempre maggiormente ed oggi è toccato alla Svezia.

Provate tuttavia a buttare giù questa specie di piccolo tasso (ovviamente fa parte della famiglia dei marsupiali) … soprattutto ad agosto-settembre…




(Antechiunus arktos o Antechino)
Fotografia ANSA

Per info:

Cordialmente

Giovanni Maiani

martedì 10 febbraio 2015

Crude Oil e Open Interest – 2° parte.

Lo scorso martedì 27 gennaio avevo attirato la vostra attenzione sul future del crude oil ed il relativo Open Interest per i seguenti motivi:

Il primo, dopo il forte calo del prezzo, è senz’altro il passaggio di un supporto dinamico di lungo periodo, che congiunge vari minimi dal 1999, e che passa proprio nelle immediate vicinanze di 46/47$ circa.

Il secondo è probabilmente il nuovo massimo storico dell’Open Interest che polverizza il pico di fine ottobre 2007.

E, infine, dobbiamo considerare anche il prezzo delle varie scadenze storiche del future sul crude oil.

Fanno molte coincidenze…




Casualmente, due giorni dopo, il future sull’oro nero ha realizzato un minimo relativo a 43.58$ per poi rimbalzare del 24.46% in soli 3 giorni fino al massimo relativo di 54.24$. L’altra cosa interessante che abbiamo osservato è ovviamente un calo dell’Open Interest che si è così riportato al di sotto dei valori massimi.

L’analisi tecnica è un Universo affasciante…

Ora, il titolo azionario francese Edf è molto interessante per vari motivi...

Cordialmente,

Giovanni Maiani

martedì 27 gennaio 2015

Crude Oil e Open Interest.

Interessante osservare il future sul Crude Oil che, dopo aver lasciato sul terreno più del 59% del proprio valore passando dalla metà del 2014 a pochi giorni fa da 108$ a 44$ circa, consolida da qualche giorno nelle immediate vicinanze dei 47 dollari.


La cosa è particolarmente interessante in questo momento e per vari motivi:

Il primo, dopo il forte calo del prezzo, è senz’altro il passaggio di un supporto dinamico di lungo periodo, che congiunge vari minimi dal 1999, e che passa proprio nelle immediate vicinanze di 46/47$ circa.

Il secondo è probabilmente il nuovo massimo storico dell’Open Interest che polverizza il pico di fine ottobre 2007.

E, infine, dobbiamo considerare anche il prezzo delle varie scadenze storiche del future sul crude oil.



Fanno molte coincidenze…

Cordialmente,

Giovanni Maiani

domenica 25 gennaio 2015

Ftsemib ed il future sul crude oil in euro – Ultima parte.

Vi presento la 3° e ultima parte dell’argomento che ho già trattato i giorni 10 novembre e 1 dicembre del 2014 ossia; il rapporto tra l’indice azionario italiano Ftsemib ed il future sul crude oil espresso in euro.

Questo articolo è doveroso in quanto ci eravamo lasciati all’inizio di dicembre con “Vediamo che cosa accadrà nel prossimo future.”.

In pratica è accaduto che il rapporto in questione si è quasi costantemente rafforzato fino a centrare pienamente, alla fine della scorsa settimana, l’area del 2° obiettivo di 500/10. Vedi “In caso di proseguimento del rialzo troviamo i primi due ostacoli in corrispondenza di 450 e poi 500/10 circa.”


Pertanto, in solo due mesi e mezzo, dal 10 novembre al 23 gennaio, abbiamo colto il rialzo del ratio da 300 fino al recente 504 circa (+68%) che, utilizzato in una semplice strategia Long Ftsemib e Short Crude Oil in euro (perché lo studio di un ratio non ha altro scopo) avremo portato a casa +6.55% al rialzo sull’azionario (da 19258 a 20519) e +35% circa al ribasso sul crude oil in euro (da 62.48 a 40.68 euro).

Ora, e visto che sarebbe noioso trattare sempre lo stesso argomento voglio attirare la vostra attenzione su un altro strumento che si trova in corrispondenza di un interessante bivio.

Oggi voglio sottolineare brevemente l’andamento tecnico del future Silver 5000 oz (COMEX).

In effetti, osserviamo sul grafico settimanale che il future ha generato una settimana fa un primo segnale di rafforzamento a seguito del superamento di quota 17.50 circa (retta rossa), mentre sta interessando un’area di resistenza situata tra 18.50 e 19.50 dollari circa. Il superamento confermato di tale intervallo potrebbe confermare il precedente segnale di rafforzamento e favorire l’inizio di una fase ascendente con primi obiettivi a 21.20/50 e 23.30 circa. Al ribasso, invece, c’è ovviamente l’ipotesi di un pull back up nelle immediate vicinanze di 17 circa e, di conseguenza, la situazione tornerà negativa al di sotto di tale ultimo livello.


Il future sull’argento è pertanto a un bivio. Stiamo a vedere.

Ps: Interessante anche il future Random Length Lumber quotato al Cme.

Cordialmente,
Giovanni Maiani