lunedì 8 luglio 2013

L’importanza della ricerca.

Ci siamo lasciati lo scorso 27 marzo, il tempo vola, con l’articolo “Occhio all’orizzonte.” dove evidenziavo dei livelli tecnici, appunto orizzontali, di supporto e/o di resistenza probabilmente strategici per le settimane a venire. La semplice analisi contemplava la relazione tra l’indice italiano Ftsemib ed il rendimento del Btp decennale e concludeva con: “In ogni caso, l’osservazione di un mercato genera obbligatoriamente informazioni utili per intervenire su un altro comparto finanziario.”.

Vediamo che cosa è accaduto.

Nel primo paragrafo relativo all’indice azionario italiano alludevo all’area di supporto di 15500/15000 euro. Vedi: “L’indice azionario italiano viene poi individuato in uno stato di equilibrio precario, mentre interessa pericolosamente l’area di supporto individuata tra 15500 e 15000 euro.”.
Pochi giorni dopo l’uscita dell’analisi, l’indice realizzò un minimo relativo a 15061 euro dal quale è rimbalzato di oltre il 17% prima di riportarsi nuovamente in corrispondenza dell’area 15500/15000 (realizzata una serie di minimi a 15023/14901) confermando pienamente, in 2 occasioni, la validità di questa ultima.


Nel secondo paragrafo facevo riferimento al rendimento del Btp decennale evidenziando alcuni livelli storicamente importanti, raggiunti i quali, avevamo spesso assistito ad un cambiamento di trend. Vedi: “Osserviamo ora il rendimento medio del decennale italiano e ovviamente, anche in questo caso, emergono livelli statici storicamente importanti, vedi per esempio il 4.30%, il 4.60% ed il 4.90% circa.”.
Il giorno dopo la pubblicazione del precedente report, il 28 marzo, abbiamo assistito alla realizzazione di un massimo relativo a 4.859% (appena sotto il 4.90% circa evidenziato) seguito da un calo del rendimento fino al minimo di 3.67% di inizio maggio. Successivamente abbiamo osservato un’inversione di tendenza che ha nuovamente portato il rendimento del Btp decennale a quota 4.932% il 26 giugno scorso. Anche in questa occasione, nell’arco di circa 3 mesi, il rendimento del decennale italiano ha confermato l’importanza del livello psicologico del 4.90% circa.


Nel terzo paragrafo avevo analizzato il rapporto tra il Ftsemib ed il rendimento del Btp a 10 anni ricavando nuovamente qualche particolarità grafica utile per anticipare un rafforzamento di un comparto nei confronti dell’altro. Vedi: “Tra questi leggiamo un supporto a 3200 ed una resistenza a 4200…”.
Puntualmente, il giorno dopo, abbiamo assistito alla realizzazione di un minimo relativo a quota 3212 seguito da un rialzo fino 4519 e viceversa fino 3100. Ancora una volta, il mercato ha confermato che in stretta corrispondenza di 3200 e nelle immediate vicinanze di 4200 qualche cosa accade a livello psicologico e, di conseguenza, sui mercati finanziari.


I livelli indicati alla fine dello scorso mese di marzo si sono dimostrato molto efficienti e decisamente validi durante le successive settimane e non poteva essere diversamente. In effetti, ricordo quanto scritto precedentemente nell’introduzione: “… determinati livelli operativi rimangano più o meno impressi nella mente degli operatori.”. Pertanto l’esito era in gran parte scontato.

Che cosa voglio dirVi oggi?

Magari, questa volta, la conclusione non è prevedibile.

Da “bravo analista” penso, anzi sono certo, che occorre favorire la ricerca sotto ogni forma ed ogni settore in quanto, senza ricerca, non c’è futuro. Meglio cercare e non trovare che non tentare affatto anche perché, spesso, cercando una cosa se ne trova un’altra e, di conseguenza, la ricerca non è mai vana. Che cosa sarebbe successo senza le ricerche di Pasteur? Colombo cercando le Indie ha trovato l’America. Avrebbe sbagliato, ma va pure bene lo stesso.

Quindi occorre investire tempo e risorse nella ricerca e nell’educazione in generale se non vogliamo essere superati. Anche perché gli altri lo fanno… Che si tratti di uno Stato o di un’azienda il discorso è lo stesso. Infine, ora che siamo in crisi fate proseguire gli studi ai figli perché se escono ora nel mondo del lavoro si troveranno in grandi difficoltà. Passata la crisi avranno probabilmente più possibilità di farcela anche perché saranno maggiormente preparati.

Cordialmente
Giovanni Maiani