venerdì 29 novembre 2013

Ftsemib, Gann line & Speed line - 2

Come promesso lo scorso 14 novembre, ripropongo entro fine mese il precedente grafico al fine di vedere che cosa è accaduto.

Ricordo che avevo cercato unicamente “qualche prossimo livello di supporto” in quanto l’analisi era stata realizzata “nell’ottica di una prossima correzione puramente tecnica”.




Il grafico accanto mostra le precedenti line, mentre evidenziavo per i giorni 14/15 novembre il livello di 18355 e per il giorno 25 novembre quota 17670 e 18600. La condizione ribassista non si è verificata e l’indice si è generalmente limitato a consolidare durante le ultime sedute sfiorando spesso, tuttavia, i livelli indicati o testando tre delle pochissime line tracciate per poi rimbalzare da mercoledì. Lascio a voi giudicare la validità delle Gann line & Speed line.

Aggiorno il precedente studio proponendo nuovamente alcuni, ma sempre pochi, livelli spazio/temporali.

I giorni 4/5 dicembre: 18830/50
Il giorno 23 dicembre: 19250 circa.
Il giorno 2 gennaio: 18320/50.



Come sempre, i livelli sono pochissimi in quanto cerco di individuare unicamente punti di svolta ricavati incrociando 2 line. Ovviamente, l’intero tracciato delle line evidenziate funge da supporto o da resistenza a secondo del proprio posizionamento in relazione al prezzo.

Anche in questo caso, da “bravo analista”, aggiornerò il presente studio nelle settimane a venire.

Cordialmente
Giovanni Maiani

martedì 26 novembre 2013

La Troika… da noi.

Lo scorso 27 luglio avevo pubblicato un articolo intitolato “Ed io pago” nel quale evidenziavo alcune misure di austerità adottate in vari paesi e cercavo di fare passare 2 idee fondamentali.

Le riporto brevemente:

-         “Da “bravo analista” prima di continuare a spremere i dipendenti e le classi più deboli che hanno sempre pagato andrei in primis a chiedere i conti ad altri.”
-         “Infine, ricordatevi che difficilmente una nuova tassa verrà successivamente cancellata senza qualche semplice artificio contabile.”

Nel primo caso è molto chiaro. Sono sempre gli stessi a pagare e, come se non bastasse, chi va con i/le bambini/bambine è sempre in libertà. Nel secondo caso, la matematica non è un’opinione ed in Italia rimane l’incognita della 2° rata dell’Imu la quale eventuale abolizione slitta al dopo “decadenza” anche se è già pronto in sostituzione l’aumento dell’accise sui carburanti, e non solo... Importante dunque mercoledì 27.

Tornando sulle misure di austerità e sulla Troika (Bce, Fmi e Ue), in questo inizio di settimana è aumentata la pressione sul Portogallo al quale vengono richiesti nuovi sforzi tra questi un aumento dell’età pensionabile, una riduzione dei salari nel pubblico impiego e un aumento dell’orario di lavoro di 5 ore settimanali, tagli alle pensioni, e cosi via.

Riassumendo a livello internazionale, le misure di austerità contemplano generalmente (l’elenco non è esaustivo, ma solo indicativo):

-         riduzione di salari e tagli nella Pa,
-         aumento dell’orario di lavoro,
-         aumento dell’età pensionabile,
-         aumento di tasse ed accise,
-         tetto a stipendi e pensioni,
-         tagli ai servizi,
-         riduzione della spesa nel bilancio statale,
-         haircut e/o ristrutturazione del debito pubblico,
-         nazionalizzazioni,
-         imposte patrimoniali su beni immobili.

Non ci ricorda nulla?

Non è quanto accade, almeno in parte, in Italia e a San Marino?

La Troika sembra anche da noi, anche se non si vede.

Un’altra conferma in quel senso l’abbiamo letta lo scorso 20 novembre in relazione ad una bozza del Governo sulle riforme costituzionali: “Taglio consistente del numero dei parlamentari e Senato come Camera delle regioni.”. E’ accaduto per esempio anche in Spagna per i consiglieri comunali.

Faccio una breve parentesi in quanto voglio attirare la vostra attenzione su 3 dati macro spesso poco presi in considerazione anche se interessanti.

Il risparmio delle famiglie italiane è vicino ai minimi storici e la flessione ha iniziato circa 9 mesi dopo le twin towers. La Lehman ha solo accelerato il deterioramento in essere ed è questa la cosa preoccupante.



Il reddito famigliare ha realizzato un “doppio massimo” a metà 2007 e a metà 2008 per poi stabilizzarsi con una lieve tendenza al ribasso.



Il prezzi immobiliari hanno raggiunto i massimi durante la prima metà del 2006 e abbiamo quindi assistito ad un progressivo calo.



Questi 3 semplici indicatori mostrano una piccola fetta dello scenario reale italiano sottolineando che cosa accade effettivamente ai comuni mortali.

L’elenco delle misure come sopra ricorda quanto accade nei nostri 2 paesi (Italia e San Marino) e, senza leggere i dati del Pil o del rapporto debito Pil, è chiaro che lo scenario macroeconomico peggiora da anni e che la situazione sembra arrivata ad un capolinea. E’ toccato ad una lunga serie di paesi, vedi una fornita lista nell’Europa dell’Est, poi ovviamente in Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, e cosi via, e potrebbe toccare a breve all’Italia (e San Marino).

Non ho ancora ben chiaro se la Troika c’è già e non si deve fare sapere in quanto occorre seguire il copione e un certo ordine al fine di preparare progressivamente la gente e non fare precipitare la zona euro nel caos visto il peso dell’Italia nell’Ue, non so se ha anticipato il suo prossimo arrivo invitandoci ad adottare preventivamente delle misure in modo di “dorare la pillola” e salvare la faccia ai politici (tenuta del governo), ma di certo i nostri 2 paesi non sono messi bene e qualche cosa si sta muovendo.

In fondo, nell’acronimo Piigs, o più gentilmente Gipsi, c’è anche la “i” di Italia.

Cordialmente
Giovanni Maiani

venerdì 22 novembre 2013

Metamorfosi cinese.

Il processo di internazionalizzazione dello yuan cinese si accelera ed assistiamo ad una vera e propria metamorfosi, d’obbligo, della Cina.

In effetti, ho già evidenziato in varie occasioni (vedi l’11 novembre 2013, il 7 ottobre 2013 ed il 23 aprile 2012) il fatto che lo yuan cinese tenta di diventare una valuta internazionale ed è chiaro che osserviamo in questo momento un’accelerazione del processo.

Vediamo alcuni degli ultimi eventi.
Poco più di un mese fa, lo scorso 11 novembre, leggiamo che “La Banca centrale europea e la Banca popolare cinese hanno stretto un accordo per una linea di swap sulle valute destinata a facilitare le transazioni in yuan nella zona euro.”. Il giorno 17 novembre è apparso sui giornali “Cina, finisce l’era del figlio unico e si chiudono i campi di «rieducazione»”. Ieri giovedì è emerso che “La Corte Suprema cinese ha affermato che l’uso della tortura per ottenere confessioni «deve essere eliminato»". Inoltre, il problema della convertibilità dello yuan (o renminbi) era già sentito all’inizio degli anni 2000 con il programma “Qualified Foreign Institutional Investors”.

Il paese ricerca in qualche modo il consenso popolare mondiale e tenta di apparire più civile per fare sì che la sua divisa venga accettata come punto di riferimento in Asia, e quindi, nel resto del mondo. Esistono già tuttavia degli accordi commerciali tra Cina, Sud Corea e Giappone che prevedono il pagamento in yuan e non in dollari e ricordo l’articolo apparso il 25 settembre 2012 su Il Sole 24 Ore intitolato “La Cina snobba il dollaro e paga il petrolio in yuan.”. Inoltre, il “baby boom” dell’inizio degli anni ‘60 ha lasciato spazio dopo un decennio ad una politica di controllo delle nascite, ma oggi anche la popolazione cinese invecchia. Tuttavia, poco dopo il Terzo Plenum del Comitato centrale del partito comunista cinese, è stato detto che la politica di controllo delle nascite “deve essere mantenuta per lungo tempo". Quindi parleremo di una possibile apertura e di riforme sulla carta.

La Cina è dunque in gara, per non dire in guerra, con gli Usa per la conquista del primo posto tra le economie mondiali.

Qualche dato macro cinese e americano a confronto.
Secondo le ultime stime di martedì scorso dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico il Pil cinese dovrebbe crescere quest’anno del 7.7% (+1.70% per gli Usa) e dell’8.20% nel 2014 (+2.90% Usa). Invece, per quanto riguarda gli ultimi dati disponibili, il Pil cinese cresce del 7.80% (+1.60% Usa), il Cpi è al 3.20% (+1-0%) e la produzione industriale pari a 10.30% (3.24%).

Tuttavia, tra i punti critici cinesi citiamo sinteticamente l’indice Pmi preliminare di novembre sceso a 50.40 dal precedente 50.90 e che minaccia di riportarsi al di sotto della soglia di 50, l’aumento dei debiti societari e delle sofferenze bancarie, il sistema non ufficiale di credito, la necessità di spingere la domanda interna per controbilanciare l’export, le riforme sociali, sistema politico paralizzante, nonché il credit squeeze che non è stato sconfitto dall’iniezione della PBOC.

Cerchiamo qualche particolarità statistica.

L’euro ha accusato un quadruplo massimo discendente nei confronti della divisa cinese, l’ultimo a cavallo tra i mesi di ottobre e di novembre, e dovrà pertanto oltrepassare la fascia di resistenza di 8.40/50 cny per poter intraprendere una fase di rafforzamento, ma l’iniziativa potrebbe essere ostacolata dagli sforzi che vengono effettuati per internazionalizzare lo yuan. Un segnale di peggioramento dell’euro in caso di cedimento di 8.10.



Il tasso di disoccupazione di settembre pari al 4% è sceso dal 4.30% di fine 2009 riportandosi in corrispondenza dei valori minimi realizzati nel periodo settembre 2007/settembre 2008.

Gli ordini di beni durevoli di ottobre hanno accusato un calo mensile del 14% realizzando un nuovo minimo dal mese di marzo 2009, mentre le scorte di beni durevoli sono in calo m/m del 12.30% realizzando un nuovo minimo dal mese di marzo 2008.

La fiducia dei consumatori ha realizzato a giugno scorso un nuovo minino storico a 97 (il precedente è stato accusato a novembre 2011) per rimbalzare parzialmente fino all’attuale 99.80.



Il saldo delle partite correnti (in dollari) crolla dalla fine del 2008 e realizza un nuovo minimo dal mese di dicembre 2005 a 98400 mld.

L’indice azionario Csi 300 perde dall’inizio dell’anno il 4.48% e dovrà superare l’area di resistenza di 2500/30 prima di poter tentare la strada del rialzo.


La Cina è un paese grande ed un grande paese per la sua storica ricchissima. Tuttavia, offre molte incognite e contraddizioni, anche se è obbligata a cambiare, almeno apparentemente, per cercare di spingere la propria moneta sullo scenario internazionale.
Da “bravo analista” penso che la posta in gioco sia enorme. Ricordiamoci che una valuta internazionale può essere utilizzata come moneta di riserva ufficiale a livello mondiale.
Altro elemento al limite, ma da non sottovalutare. Sul pianetta, circa oltre 1 persona su 2 vive in Asia (circa 3.8 mld su 7 mld di abitanti) e, primo o poi, dovremo fare i conti con questa realtà.

Cordialmente
Giovanni Maiani

martedì 19 novembre 2013

La mia idea sulla politica.

Parliamo un attimo di politica. Ma a modo mio.

Pubblico le mie analisi fondamentali, tecniche o macroeconomiche da quasi 20 anni (marzo 1994) e, se sono “sopravissuto” come analista a tangentopoli, alla bolla delle Dot-com, all’11 settembre ed alla Lehman sarà anche perché, e forse soprattutto, sono obiettivo. Cercherò di esserlo anche oggi.

Da “bravo analista” quando mi trovo di fronte ad un problema cerco una possibile soluzione a 360 gradi. Open mind. Non è tanto importante quale metodo utilizzo (ce ne sono diversi), l’importante è che funziona, che sia logico in quanto ripetibile e con basi matematiche/statistiche solide.

Supponiamo che nella vita civile ci sia un certo problema. Io da tecnico, ma primariamente da persona disinteressata, ma interessata (non è una battuta) a risolverlo, cerco una possibile soluzione che può essere individuata in qualsiasi dominio. L’idea potrebbe venire dalla matematica, dalla fisica, dal mondo animale o da quello vegetale, da una mia esperienza di vita, dal suggerimento di un amico, da una barzelletta, da una parabola biblica, dall’analisi tecnica, dalla filosofia, da una cosa brutta accaduta, da un’ispirazione, da quello che fa al riguardo un altro paese o da qualsiasi altra cosa. Non m’interessa e non importa. L’importante (anche qua non è una battuta) è risolvere un dato problema.

In politica, se un partito politico individua la probabile soluzione di un problema, ma questa appartiene ideologicamente ad un partito politico di opposizione (di opposizione rispetto all’ideologia del primo partito) questa possibile soluzione non verrà mai, e poi mai, presa in considerazione e, la cosa peggiorare, è che questo avverrà in piena coscienza e consapevolezza. Praticamente, piuttosto che dare il contentino all’altro partito, accettando pertanto il fatto che il proprio non abbia tutte le risposte, mi stacco a morso una zampetta come farebbe un coyote intrappolato. Questo è illogico, ma lo fanno quasi tutti i partiti. Quindi, primo di tutto, c’è l’ideologia del partito, o cosi sembra.

Qua c’è l’onnipotenza e la presunzione che non portano da nessuna parte.

Inoltre, il rischio è quello di perdere dei voti e dunque subentra l’attaccamento alla poltrona che detrona obbligatoriamente il bene per il paese.

Ma la formula magica non esiste, come non esiste aver sempre ragione o sempre torto.

Sarete in molti a pensarla diversamente, almeno apparentemente, anche se in fondo sapete che ho ragione.

Siamo sicuri che il bene per il paese passi avanti alla paura di perdere la poltrona?

I partiti hanno generalmente sempre meno ideologia e puntano principalmente al potere. Ecco una semplice prova.

Ricordo:

17 febbraio 1992: Tangentopoli

19 aprile 2013: “I consiglieri indagati, secondo quanto si apprende, sarebbero 52 su 60. Peculato, finanziamento illecito dei partiti e truffa le accuse ipotizzate a vario titolo. Tutti i gruppi politici del Consiglio regionale del Piemonte, compreso il Movimento 5 Stelle e l'Italia dei Valori, sarebbero quindi interessati…”. Vedi l’articolo su Il Sole 24 Ore al seguente link: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-19/regione-piemonte-consiglieri-indagati-093752.shtml

Dopo 20 anni ci siamo nuovamente e con tutti i partiti. Ma se l’ideologia politica fosse il primario obiettivo non tutti i partiti sarebbero coinvolti, ma solo alcuni. Ne deduco che se alcuni vanno in politica nell’intento di fare il bene del paese, ma poi rifiutano una soluzione appartenendo ideologicamente ad un’altra formazione politica è unicamente per non perdere voti, quindi la poltrona, e non per il bene del paese. Diversamente, uno rischia anche di non essere rieletto per il bene supremo del paese, perché fare il politico dovrebbe essere un Onore e non un mezzo per raggiungere rapidamente il proprio fine egoistico. Da “bravo analista” lo chiamo Alto tradimento. Magari questi che cercano di entrare in politica, o che sono entrati in politica, non hanno mai pensato di fare il bene del paese. Diversamente come si spiega tutto questo magna magna generalizzato?

Una soluzione semplice è a portata di mano e la conosciamo tutti. Perché non responsabilizzare i politici? Ogni 3 mesi le aziende hanno le trimestrali, mio figlio porta la pagella ogni 4, un rappresentato ha il budget annuale. Loro nulla. Facile cosi. Non possono nascondersi dietro il fatto di essere stati eletti. Aver avuto la preferenza popolare comporta una grande responsabilità.

Visto che tutti i partiti sono coinvolti nei vari scandali che si leggono tutti i giorni, Vi invito a votare le persone e non tanto i partiti, responsabilizzandole. Prima di votare a destra o a sinistra, con tutte le varie sfumature, votate delle persone pulite, serie, consapevole di poter essere sanzionate personalmente in caso di errori o banalmente rimandate a casa dopo qualche mancato raggiungimento dell’obiettivo. Vedremo poi che la fila per entrare in politica andrà via via più sottile.

Bypasso il fatto che nonostante il Calciopoli 2005/2006 seguito dal Calciopoli 2012, con tanto di sentenze definitive, si continui a seguire il calcio ed a giocare la schedina quando è stato dimostrato che il sistema è truccato. Non mi capacito.

Il problema alla base è l’educazione delle persone ed il senso morale che vengono messi da parte per il dd (dio denaro). Lo scrivo da anni. Siamo fortunati di essere peccatori, in quanto non è male in certi casi, ma come in tutte le cose ci vogliono dei limiti. Il denaro serve, questo è un teorema in quanto ovvio senza dover essere dimostrato. Ma l’uomo corre ciecamente dietro al denaro quando il suo vero problema è il tempo. Fra circa 100 anni pochi degli attuali esseri umani saranno ancora in vita e questo vale anche per gli uomini più ricchi al mondo. Pensateci.

Occorre cercare il denaro senza perdere di vista la retta via, anche se con qualche oscillazione qua e là per la nostra natura di peccatori. Parlo di oscillazioni e non di inversioni di tendenza. E’ diverso. Oggi si dice che è meglio apparire che essere. Sarà!

Per ricordarvi che sono obiettivo.

Il 7 novembre 2010 avevo pubblicato un’analisi sul report Doing Business 2011 dove sottolineavo la sua importanza per San Marino. Lunedì 18 novembre leggiamo sui giornali: ‘Doing Business: ora San Marino “esiste”’.

Il 24 dicembre 2012 avevo pubblicato un’analisi intitolata “Diffidate dai falsi profeti.”, mentre nell’angelus del Papa Francesco del 17 novembre scorso è scritto “…«Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome» (v. 8). E’ un invito al discernimento, questa virtù cristiana di capire dove è lo spirito del Signore e dove è il cattivo spirito…”.

Io non sono un grande esempio da seguire, ma da “bravo analista” cerco di scrivere in modo obiettivo e quando occorre, anche se mi manca il tempo per farlo tutte le volte che vorrei. Ricordatevi che è più facile parlare che scrivere. Le parole volano, gli scritti no.

Cordialmente
Giovanni Maiani

giovedì 14 novembre 2013

Ftsemib, Gann line & Speed line.

Lo scorso 1 ottobre, in un’analisi pubblicata in francese, avevo ipotizzato che l’eventuale superamento confermato di 18142 avrebbe potuto favorire il proseguimento della tendenza in essere verso l’importante livello psicologico di 20000. In effetti, l’indice si è avvicinato parzialmente a tale ultimo livello per poi realizzare un triplo massimo statico in corrispondenza dell’area 19474/19501 prima di consolidare, quindi cedere parzialmente. In questa occasione, l’indice ci ha tuttavia regalato un rialzo del 7.5% in soli 20 giorni.

Ricordo: « L’éventuel retour confirmé au dessus du récent maximum relatif de 18142 devrait valider la tentative de reprise en cours et favoriser la poursuite de la tendance en être vers l’important niveau psychologique de 20000. »

Oggi, sta testando il supporto statico di brevissimo periodo individuato in corrispondenza del recente minimo relativo di 18663 circa e potrebbe completare la realizzazione di un doppio massimo discendente.




Pertanto, nell’ottica di una prossima correzione puramente tecnica, cercheremo qualche prossimo livello di supporto in grado di favorire un rimbalzo o, in caso di cedimento, generare un segnale di peggioramento.

Il trend in essere è ancora ascendente e non abbiamo osservato un vero e proprio inizio di discesa. Leggiamo una fase di congestione che, tuttavia, potrebbe nascondere una distribuzione.

Di conseguenza, ricaviamo facilmente dal passaggio di una Speed line (in verde) e da una Gann line l’interessante punto posto a 18355 che potrebbe essere interessato già in questo fine settimana. In caso di discesa prolungata emerge attorno al giorno 25 novembre un altro livello di supporto ricavato dall’incrocio di 2 Gann lines in corrispondenza di quota 17670. Invece, nell’ottica di tentativo di recupero, sempre per quanto riguarda il giorno 25 novembre, un altro punto interessante viene individuato a quota 18600 circa.

Abbiamo quindi individuato un possibile supporto per questo fine settimana ed altre due livelli per il giorno 25 circa. Ho voluto evidenziare solo alcuni tra i livelli individuabili quelli, secondo me, con la maggiore validità e solo per quanto riguarda l’ipotesi ribassista.

Vada come vada, da “bravo analista” riproporrò il grafico odierno entro fine mese per vedere che cosa è accaduto.

Cordialmente
Giovanni Maiani

giovedì 7 novembre 2013

Eur Usd – Importante test

In attesa della Bce.

La divisa europea ha realizzato lo scorso 25 ottobre un massimo relativo nei confronti del dollaro americano a quota 1.3832 mettendo a segno, in tale occasione, un nuovo massimo relativo dalla seconda metà del mese di novembre 2011.

Successivamente, l’euro ha perso il 2.82% del proprio valore fino a realizzare lunedì un minimo relativo a 1.3442 dollari. In effetti, l’area situata nelle immediate vicinanze di tale ultimo livello corrisponde ad un doppio livello di supporto ricavato sia da un recente doppio massimo statico sia da una retta dinamica prodotta congiungendo i due minimi ascendenti che sta caratterizzando il 3° trimestre dell’anno.

L’euro è quindi alle prese con un importante test tecnico ed il rimbalzo avvenuto proprio questo mercoledì tende a confermarlo. Osserviamo dunque una moneta unica che cerca di rimbalzare da un vero e proprio bivio fondamentale, cercando pertanto di evitare il possibile inizio di una fase di inversione ribassista, mentre fra poche ore la Bce, ma anche la Boe, decideranno il livello dei tassi di interesse entrambi pari allo 0.50%.

Mario Draghi dovrà decidere se tagliare o lasciare invariato il costo del denaro nella zona euro prendendo in considerazione, da una parte, il crollo dell’inflazione ed il rischio di deflazione, e da un’altra parte gli ordinativi industriali tedeschi in netto miglioramento. Inoltre, l’economia nella zona euro (-0.60% nel 2° trimestre) è tuttora in difficoltà penalizzata dall’elevata disoccupazione (12.20% nel 3° trimestre) e dalla crisi del debito pubblico che non accenna a diminuire. Tralasciamo l’inizio del tapering americano, forse rinviato, dallo shutdown. Il rimbalzo dell’euro complica ulteriormente lo scenario già impegnativo.

Tutti questi elementi sottolineano il difficile compito che la Bce sta per affrontare, ma voglio ribadire che, a prescindere, ci sarà probabilmente un prossimo aumento di volatilità nei mercati internazionali (ora o nel successivo appuntamento dell’eurotower di dicembre) particolarmente pericoloso visto la vicinanza con la chiusura dell’anno solare che coincide con la definizione dei dati di chiusura di anno da inserire nei bilanci.

Tornando all’aspetto puramente tecnico, l’euro rimbalza dal test di un doppio livello di supporto individuato nella fascia 1.346/0 dollari e tende a rafforzarsi ulteriormente. Tuttavia, l’eventuale cedimento confermato di 1.3400 dollari dovrebbe coincidere con l’inizio di una fase di inversione ribassista di breve periodo.

La decisione della Bce confermerà l’accenno di recupero dell’euro o aiuterà il Dollar index a riportarsi al di sopra del recente 80.93?

Questa volta è difficile per i numerosi parametri da prendere in considerazione e per come verrà interpretato il forte crollo dell’inflazione.

Cordialmente
Giovanni Maiani



Eur Usd - Important test 

En attente de la Bce. 

La monnaie européenne a réalisé le 25 octobre dernier un maximum relatif par rapport au dollar américain à 1.3832$ effectuant, en telle occasion, un nouveau sommet depuis la deuxième moitié du mois de novembre 2011. 

Successivement, l’euro a perdu jusqu'à 2.82% de sa valeur réalisant lundi un minimum relatif à 1.3442 dollars. En effets, la zone située dans les environs immédiats de tel dernier niveau correspond à un double niveau de support dérivé d’un récent double sommet statique et d’une courbe dynamique produite en joignant les deux minimaux ascendants qui caractérisent le 3° trimestre de l'année. 

L’euro est donc aux prises avec un important test technique et le rebond avenue ce mercredi tend à le confirmer. Nous observons donc une monnaie unique qui tente de rebondir d'une bifurcation fondamentale en cherchant donc d'éviter le début d'une possible phase d'inversion baissière, alors que dans quelques heures la Bce, mais aussi la Boe, décideront le niveau des taux d'intérêt (actuellement tous les deux sont à 0.50%).  

Mario Draghi devra décider si couper ou laisser inchangé le coût de l'argent dans la zone euro en tenant compte, d'une part, de l'effondrement de l'inflation et du risque de déflation, et d'autre part, des commandes industrielles allemandes en nette amélioration. En outre, l'économie dans la zone euro (-0.60% dans le 2° trimestre) est toujours en difficulté et pénalisée par le chômage élevé (12.20% dans le 3° trimestre) et par la crise de la dette publique qui ne semble pas vouloir diminuer. Sans parler du début du tapering américain, peut-être, renvoyé par le récent shutdown. Le rebond de l’euro complique l'ultérieurement la situation déjà très difficile. 

Tous ces facteurs soulignent la tâche très dure que la Bce va affronter, mais je veux confirmer que, de toute façon, il y aura probablement une prochaine augmentation de volatilité sur les marchés internationaux (maintenant ou lors de la prochaine réunion de l'eurotower à décembre) particulièrement dangereux vu la proximité avec la fin de l'année solaire qui coïncide avec la définition des valeurs de clôture d'année à insérer dans les bilans. 

En revenant à l'aspect purement technique, l’euro rebondit du test d'un double niveau de support déterminé dans la bande 1.346/0 dollars et tente de se renforcer ultérieurement. Cependant, l’éventuel retour confirmé au dessous de 1.3400 dollars devrait coïncider avec le début d'une inversion baissière de brève période.  

La décision de la Bce confirmera le début de rebond de l’euro ou aidera le Dollar index à se reporter au-dessus du récent 80.93? 

Cette fois c’est difficile pour l’important nombre de variables à prendre en considération et pour comme sera jugé la forte baisse de l'inflation. 

Salutations.
Giovanni Maiani 

lunedì 4 novembre 2013

Fine anno potenzialmente impegnativo per i tassi.

Mentre negli Usa, scossa dal recente shutdown, ci si interroga sull’eventuale inizio del tapering, ossia la progressiva riduzione del programma di acquisto di 85 miliardi di dollari al mese della Fed a sostegno dell’economia, nella zona euro fa paura il rischio di deflazione.

In effetti, l’ultimo dato preliminare dell’inflazione a/a nella zona euro è pari allo 0.70% dal 3% di novembre 2011, mentre dallo scorso mese di maggio il tasso della Bce è pari a 0.50% dal precedente 0.75%. Giovedì prossimo l’Eurotower si pronuncerà nuovamente sul costo del denaro ed un numero crescente di analisti ipotizzano una nuova sforbiciata entro fine anno, se non il prossimo 7 novembre, il successivo 5 dicembre. Magari dopo i dati definitivi dell’inflazione euro e del lavoro americano. Ricordo tuttavia che la Germania è nettamente contraria ad un’ulteriore diminuzione dei tassi per il rischio di bolla immobiliare e di tensioni sui fondi pensione.

Osserviamo durante le ultime sedute un rialzo, più o meno condiviso, dell’azionario, nonché un drastico indebolimento della divisa europea. Oltre al rischio di deflazione che avviene, come se non bastasse, in un contesto di aumento generalizzato dell’Iva dal 2008 in quasi tutti i paesi europei (veri il 22% italiano di inizio ottobre), l’Eurozona deve fare i conti anche con gli stress test della Bce ed i nuovi parametri di capitalizzazione delle banche europee, e non solo... Vedi anche quanto accaduto lunedì ad Ubs e Credit Suisse n Svizzera.



Draghi sarà dunque portato a giudicare se il rapido calo dell’inflazione, dall’1.10% allo 0.70% in un solo mese (anche se il target Bce è al 2%), è un evento casuale e se necessita di un’immediata risposta tecnica.

L’eventuale riduzione dei tassi (vedi sotto), entro fine anno, anche se molto probabile, non è questa volta cosa scontata come avvenuta per altre scelte della Bce. Vedi per esempio in fondo dall’articolo del 27 febbraio 2011 intitolato “Gli assomigliamo ancora?”.



 Le prossime giornate, fino giovedì, potrebbero dunque essere relativamente fiacche, ma il fine anno è atteso potenzialmente molto impegnativo soprattutto tenendo conto di un probabile aumento di volatilità sui mercati che condizionerà indubbiamente i valori di bilancio di fine anno. Elemento, dato forse per scontato, ma da non sottovalutare perché manca poi il tempo materiale per un eventuale recupero.

Cordialmente
Giovanni Maiani

mercoledì 30 ottobre 2013

L’Oreal

Un rettangolo da sfruttare.
Il titolo realizza da qualche mese un movimento laterale tra 120.50 e 130.50 euro circa caratterizzato da una lunga serie di massimi e minimi relativi effettuati in corrispondenza dei livelli estremi sopra evidenziati. Anche questo caso potrebbe finire fra qualche anno nei libri di analisi tecnica.

Possiamo sfruttare la tendenza in atto e l’ampiezza di 10 euro creando un’area di ipercomprato tra 128.50 e 130.50, nonché un’area di ipervenduto tra 122.50 e 120.50. Un po’ come se si trattasse di un Rsi o di uno Stochastic.

Alcuni spunti operativi:
Si acquista dopo il ritorno al di sopra di 122.50 e si vende nell’area 128.50/130.50.
Il superamento di 130.50 potrebbe lasciar spazio all’inizio di una fase ascendente.
Il cedimento di 120.50 potrebbe precedere l’inizio di una fase discendente.

Solitamente, i movimenti laterali, se sufficientemente ampi, posso anche essere utilizzati in questo modo.

Stiamo a vedere nel prossimo futuro il comportamento del titolo dopo la fuoriuscita dall’area 128-50/130.50.

Da “bravo analista”, in questo caso non abbiamo una previsione, ma una metodologia che è molto meglio.

Cordialmente
Giovanni Maiani

 
L’Oréal

Un rectangle à exploiter.

Le titre réalise depuis quelques mois un mouvement latéral entre 120.50 et 130.50€ environ caractérisé par une longue série de sommets et de moindres relatifs effectués en relation des niveaux extrêmes précités. Ce cas aussi pourrait finir dans quelques années dans des livres d'analyse technique.

Nous pouvons exploiter la tendance en acte et l'ampleur de 10€ avec la création d'une zone de « surachat » entre 128.50 et 130.50 et une zone de « survente » entre 122.50 et 120.50. Un peu comme s'il se traitait d’un Rsi ou d’un Stochastique .

Quelques idées opératives:
Des achats après le retour au-dessus de 122.50 et ventes dans la zone 128.50/130.50.
Le franchissement de 130.50 pouvait précéder le début d'une tendance à la hausse.
Le retour au dessous de 120.50 pourrait précéder le début d'une tendance baissière.

En général, les mouvements latéraux, si suffisamment amples, peuvent être utilisés de ces façons.

Nous verrons très prochainement le comportement du titre après sa sortie de l’aire 128-50/130.50.

Aujourd’hui, nous n'avons pas une prédiction, mais une méthodologie ce qui est beaucoup mieux.

Je m’excuse pour mon français, mais je vis à l’étranger et j’ai eu très peu l’occasion de m’en servir depuis 1987.

Salutations.
Giovanni Maiani

martedì 29 ottobre 2013

La giornata mondiale del risparmio.

Mercoledì è la giornata mondiale del risparmio. Parliamone.

Non tratteremo in questa sede del risparmio energetico o del risparmio legato al consumo “intelligente” ed al riciclo, anche se entrambi devono essere assolutamente valorizzati e condivisi, ma bensì del risparmio delle famiglie o, come dicono gli anglosassoni, del Household saving.

In primis, osserviamo che il tasso di risparmio delle famiglie nell’UE27 alla fine del primo trimestre del 2013 era pari all’11%, mentre flette dai massimi raggiunti durante il 2° trimestre del 2009 a 13.6%. Nel zona euro (ZE17), invece, il dato attuale era pari al 13.10% dal massimo di 15.8% del 1° trimestre del 2009. Emerge graficamente che il peggioramento della situazione nella ZE17 ha favorito la recente realizzazione di un nuovo minimo relativo, mentre questo non è accaduto nell’Ue27.

 

Inoltre, il tasso di risparmio delle famiglie si è praticamente dimezzato in Italia dal 1995 (21.84%) ai giorni nostri (11.40% nel 2012) e tale scenario ricorda anche quello olandese, anche se in modo meno marcato. Tra i paesi geograficamente più vicini a noi leggiamo che la Germania ha avuto un tasso relativamente costante durante gli ultimi 18 anni e, anzi, il tasso attuale di risparmio (16.9%) è leggermente superiore a quello del ’95 (16.63%). Anche la Francia è rimasta stabile con un tasso medio nel periodo del 15.12%. La Svizzera ha un tasso medio del 16% durante gli ultimi 18 anni in linea con quelli precedenti, anche se poteva essere atteso ben più alto. Il Regno Unito ha in tasso di risparmio delle famiglie storicamente basso attualmente del 6.57% rispetto al precedente 9.42% del ’95. Altri paesi hanno fatto peggio del bel paese e cito rapidamente l’Estonia (6.70% nel 2012), forse a sorpresa la Finlandia (8.75%), la Lituania (9.20%) e la Polonia (8.16%) per citarne alcuni. Molto bene il Belgio (15.44%), ma la Germania prevale su tutti nell’Ue nel 2012. Molto interessante visto la crisi del debito pubblico europeo ed la Grecia…


Abbiamo visto molto rapidamente, ma è bastato per rendere l’idea, che lo scenario italiano si sia deteriorato maggiormente rispetto agli altri paesi geograficamente vicini e ciò ci fa capire il peggioramento del bel paese nel panorama europeo. Un ennesimo segnale che l’Italia è alla canna del gas.

Da “bravo analista” ricordo che si diceva una volta che l’Italia era il paese che risparmiava maggiormente in Europa, ma ora è soltanto un bello ricordo, e questo ci deve preoccupare. Non penso che le cose potranno migliorare in modo significativo nei prossimi anni in quanto il continuo aumento delle tasse penalizza il consumo, gli investimenti (pari al 7.9% nell’Ue27 al 1° trimestre dell’anno dall’11% del 1° trimestre del 2007) ed il risparmio delle famiglie.

La prossima giornata mondiale del risparmio ci deve dunque fare pensare, e molto.

Cordialmente.
Giovanni Maiani

domenica 27 ottobre 2013

Le marché boursier français.

Nous analyserons très synthétiquement le marché boursier français des 10 dernières années.

Les 10 sous-indices du Cac All Tradable.
Le graphique normalisé des sous-indices du marché boursier français met en évidence que les secteurs qui se sont mieux comportés sont les matériaux de base e les industriels qui ont gagné più de 150% depuis la fin di mois de octobre 2003. Le fond du classement est occupé par les secteurs de la technologie et des télécommunications qui perdent respectivement le 28% et le 65% pendant toute la période. L’indice Cac All Tradable gagne un peu moins de 41% pendant les dix dernières années.


Les principaux indices boursiers
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Ici aussi nous avons normalisé les séries historiques des indice Cac All Tradable (ancien SBF 250 ; tous les titres négociables), Cac (les 40 titres plus importants du marché boursier français) et le CN20 (Cac Next 20; les successifs 20 titres plus importants après ceux du Cac).
C’est très intéressant d’observer que les titres de l’indice CN20 sont très performants si nous les comparons avec le reste du marché ou avec les principaux 40 titres français et cette surperformance a commencé le 9 mars 2009. En effet, l’indice CN20 a gagné plus de 141% pendant la dernière décennie, alors que les performances des indice Cac All Tradable et Cac ont seulement atteint respectivement +41% et +27%.


Voyons très rapidement l’indice CN20 et les titres qu’il représente.
Tout d'abord, à vendredi dernier, la capitalisation boursière de l’indice CN20 représentait moins du 14% de celle de l’indice Cac, ce qui nous fait comprendre la dimension de l’indice. La performance depuis le début de l’année est de +21.91% par rapport au +17.34% du Cac. La corrélation entre ces deux indices est actuellement de 85% ce qui semble beaucoup, mais la corrélation avait rejoint 98% dans le mois de mars 2009; donc au début de la surperformance du CN20. La volatilité à 360 jours est de 13.79% pour le CN20 et de 18.41% pour le Cac.

Performance % depuis le début de l’année et Capitalisation boursière.
Nous observons 4 titres qui ont une capitalisation boursière relativement basse, mais qui ont réussi à faire des miracles et ont été soutenu par les acheteurs. En effet, le titre Alcatel Lucent (en rouge) gagne en ce moment plus de 151% depuis fin décembre, Valeo (en vert) +98%, Natixis (en orange) +85% et Peugeot (en violet) +82%.

Rapport entre Alpha et Beta.
Entre les titres qui présentent un bon rapport entre la force (alpha) et le risque (beta) nous ne pouvons pas citer Iliad SA avec un alpha de 0.67 et un beta très bas de 0.47, Zodiac Aerospace avec un alpha et un beta de 0.63. Intéressant aussi Bureau Veritas avec 0.35 de alpha et 0.55 de beta. Au contraire, Peugeot est beaucoup plus faible du marché (alpha de -0.55) et énormément plus volatile/risqué (beta de 1.52).


Bénéfice par action (Eps) et prix par bénéfice (PE).
Nous retrouvons Peugeot qui a un bénéfice par action négatif, donc une perte, et par conséquence le rapport avec le prix boursier ne vient pas reporté. Alcatel Lucent est dans la même position. Ce dernier cas montre bien come la situation boursière peu être très différente de la situation comptable d’une société. 


Analyse technique.
Indice CN20
L’indice CN20 effectue une série de nouveaux sommets, mais il semble en difficulté dans l’intervalle 8540/50 qui a testé à plusieurs reprises. Il y à le risque d’un « pull back down » autour dei 8630 euro. En effet, l’indice pourrait intéresser la zone située autour de ce denier niveau avant de rétrocéder. 


Hermes International
Hermes teste un support dynamique de longue période et se trouve donc dans une situation d’équilibre précaire. La situation n’est pas encore compromise, mais le titre devrait récupérer immédiatement pour éviter ce qui pourrait se traduire dans le début d’une période d’inversion baissière.


Cordialement.
Giovanni Maiani

venerdì 25 ottobre 2013

Usd/Gbp – Importante test

Doppio supporto di lungo periodo.

Il dollaro americano ha realizzato durante lo scorso mese di luglio un massimo relativo a quota 0.6750 nei confronti della sterlina inglese per poi indietreggiare fino agli attuali 0.6150£ circa.



Interessante osservare che i livelli odierni sono testimoni dell’incrocio di 2 supporti dinamici di lungo periodo entrambi ricavati congiungendo vari punti che ne aumentano la validità. Il momento è particolarmente impegnativo in quanto il biglietto verde è a un bivio e potrebbe rimbalzare immediatamente realizzando un pull back up in corrispondenza del supporto evidenziato sul grafico in rosso o cedere quindi iniziare una probabile fase di inversione ribassista a seguito del cedimento dei 2 supporti come sopra.

Meglio non intervenire all’interno di un’ampia area di relativa neutralità definita nell’intervallo 0.61/63£ per limitare il rischio di falsi segnali operativi.

Il tasso di cambio dollaro americano contro sterlina inglese è ad un importante test che condizionerà senz’altro i mesi a venire.

Ricordo che la Fed si riunirà nuovamente il prossimo 30 ottobre per decidere sui tassi d’interesse che dovrebbero tuttavia rimanere invariati. Inoltre si parla sempre maggiormente di un Ltro III, mentre la Cina cerca di diminuire l’influenza internazionale del dollaro Usa. Questi elementi, ma l’elenco è ovviamente molto più ampio, possono influenzare il dollaro Usa.

Cordialmente,
Giovanni Maiani

giovedì 24 ottobre 2013

L’osservazione obiettiva dà immediatamente i suoi frutti.

Ho pubblicato proprio ieri una semplice analisi dove mettevo in evidenza che il numero di 12 minimi ascendenti consecutivi realizzati dall’indice italiano Ftsemib fosse decisamente elevato e come si trattasse di un massimo storico, nonché di un dato in ogni caso significativo in quanto riferito ad un evento consecutivo rialzista, o ribassista. Inoltre, avevo sottolineato che poteva “essere interessante cercare di sfruttare tale, semplice, statistica per aprire una posizione short in un’ottica di trading, e ovviamente con stop strettissimo, in caso di cedimento del precedente minimo (che ricordo era pari a 19221)”.

Casualmente, anche se il caso non esiste, abbiamo immediatamente assistito alla realizzazione di un minimo daily discendente che ha interrotto in questo modo la serie di minimi ascendenti consecutivi fermata pertanto a quota 12.

Inoltre, come dalla nostra precedente strategia operativa, il cedimento del precedente minimo daily di 19221 ha favorito l’apertura di qualche short ed il raggiungimento serale di quota 18890. La performance lorda dell’operazione è stata di +1.73%, in poche ore e senza l’utilizzo di metodi improponibili. Inoltre, non è detto che la discesa sia finita…


Da “bravo analista” voglio soltanto attirare la vostra attenzione sul fatto che le cose semplici sono le più valide e durature nel tempo. Spesso diamo per scontato alcuni concetti basilari e pensiamo che più una cosa è complicata più è efficace, ma a volte non è cosi. In certi casi occorre ritornare ad osservare con gli occhi di un bambino per vedere le cose diventate ormai nascoste o mutate a noi adulti. Il motivo principale è perché spesso, come si dice, ce la tiriamo e non ragioniamo in modo obiettivo. L’altro è perché abbiamo una mente impegnata da 1000 problemi.

Tuttavia, non è complicato. Basta un’osservazione obiettiva e sincera.

Cordialmente.
Giovanni Maiani.

mercoledì 23 ottobre 2013

Ftsemib: 12 minimi ascendenti consecutivi.

Interessante osservare che, con la chiusura di martedì 22 ottobre, l’indice azionario italiano Ftsemib ha messo a segno ben 12 minimi giornalieri ascendenti e consecutivi.

E’ la prima volta dal 2003 che l’indice raggiungere le 12 sedute consecutive, mentre nei mesi di luglio 2009 e di febbraio 2006, il numero massimo di minimi ascendenti consecutivi si era fermato a 10. Una mia statistica effettuata anni fa mostrava che il numero di 15 sedute consecutive, in un senso o nell’altro, era un livello decisamente elevato, quasi massimo. Per conoscenza, sempre durante gli ultimi 10 anni e riferito al Ftsemib, il numero massimo di aperture rialziste e consecutive è di 14, 10 per i massimi rialzisti e consecutivi, nonché 9 per le chiusure rialziste e consecutive.

E’ lecito ipotizzare la realizzazione di un prossimo minimo di giornata inferiore a quello della seduta precedente. Potrebbe dunque essere interessante cercare di sfruttare tale, semplice, statistica per aprire una posizione short in un’ottica di trading, e ovviamente con stop strettissimo, in caso di cedimento del precedente minimo. Per domani l’eventuale livello di intervento sarebbe di conseguenza il cedimento di 19221.

In ogni caso, l’indice realizza un nuovo massimo nella statistica sopra evidenziata.

Ps: Nuovamente complimenti all’atleta della nazionale sammarinese Francesco Seynghyun, categoria -68 kg, che ha conquistato il secondo Oro in 8 giorni nel taekwondo, questa volta all’interregionale di Ancona del 20 ottobre 2013.

Cordialmente.
Giovanni Maiani.

martedì 22 ottobre 2013

Bond Siemens 1.50% scadenza 10/03/2020

Possibile recupero.
Il bond emesso solo qualche mese fa in Olanda, come spesso accade con gran parte delle nuove emissioni, appare ancora molto attraente.

Prima di tutto i rating Aa3 per Moody’s e A+ per S&P, anche se i rating sono in molti casi relativi o discutibili, evidenziano un bond ragionevolmente sicuro ed il basso rendimento della cedola pari all’1.50% rappresenta una conferma in tale senso.


In questo momento, il bond (Isin DE000A1G85B4) è acquistabile a poco meno di 98 ciò che rappresenta un rendimento a scadenza dell’1.83%. Pertanto, rispetto al rendimento della cedola dell’1.50%, il prezzo del bond relativamente basso in questo momento offre una sovra performance dello 0.33% ciò che non è da disprezzare nell’attuale condizione di mercato.

Di conseguenza, è lecito ipotizzare una prossima reazione positiva del prezzo che dovrebbe avvicinarsi ulteriormente, anche se momentaneamente, a quota 100, o oltre. Se questo dovesse tardare, abbiamo in ogni caso in mano un bond relativamente buono che scadrà fra meno di 7 anni.

Cordialmente.
Giovanni Maiani.

venerdì 18 ottobre 2013

Bmps – Importante test

Possibile pullback up.

Il titolo ha generato un segnale di rafforzamento lo scorso 8 ottobre a seguito del superamento della resistenza dinamica (ora supporto) ricavata congiungendo i tre massimi discendenti che stanno caratterizzando l’anno in corso. Vedi la retta blu sul grafico. Da allora, Bmp effettuato un movimento a “V” durante il quale ha realizzato un pullback up. Fondamentale di conseguenza la tenuta del neo supporto posto nell’area 0.2320/300 il quale eventuale cedimento potrebbe annullare la conformazione grafica di pullback up e lasciar spazio ad una possibile fase di inversione ribassista di breve periodo. Al rialzo, invece, il titolo interessa in varie occasioni la resistenza statica individuata nelle immediate vicinanze del massimo relativo, l’ultimo dei tre sopra accennati, realizzato lo scorso 19 agosto a 0.2486 euro.


Abbiamo di conseguenza un titolo che cerca di confermare la realizzazione di un recente pullback up e potrebbe riuscire nel suo intento in caso di supermento confermato della resistenza di quota 0.249 circa.

Ça va sans dire, l’andamento borsistico del titolo è ovviamente condizionato dalle vicende giudiziarie, e non, dell’istituto di credito. Pertanto, in caso di un eventuale intervento sul titolo, è sempre d’obbligo l’utilizzo di stop loss stretto, mentre sarà fortemente raccomandato un costante monitoraggio delle news societarie (anche se parliamo di analisi tecnica).

Cordialmente
Giovanni Maiani